Donna bruciata viva a Pistoia, fermato l'amico: casa una "trappola di fiamme"

10 ottobre 2016 ore 12:20, Andrea De Angelis
Un omicidio mostruoso. Roba da film, ma invece è tutto vero. Eppure in Italia se ne è parlato relativamente poco, molto meno rispetto a casi in cui, ad esempio, non ci è scappato neanche il morto. 

Così la domanda sorge spontanea: ciò accade quando la vittima di un immigrato è anch'essa straniera? Perché se ad essere bruciata viva fosse stata una donna italiana se ne sarebbe parlato, c'è da scommetterlo, molto di più.
Insomma, anche la cronaca nera a volte sembra avere colore. Ma veniamo all'accaduto. Al macabro, terribile omicidio avvenuto a due passi da Pistoia, a Sammomè. L'appartamento andato a fuoco si trovava al piano terra di una casa a due piani, dove Lamie e il marito, originari del Marocco, erano venuti ad abitare in cerca di una speranza di vita migliore. La pista dell'omicidio ha preso forma durante l'interrogatorio di un 29enne pachistano che da un anno vive all'albergo Arcobaleno che ospita richiedenti asilo. 

Donna bruciata viva a Pistoia, fermato l'amico: casa una 'trappola di fiamme'
Come scrive CorriereCity.com, l'uomo aveva stretto un'amicizia con la coppia che abitava in un piccolo appartamento situato di fronte alla struttura. 
Come scrive Il Fatto Quotidiano, la 28enne marocchina ha cercato rifugio in un bagno al seminterrato: una stanza dotata di una sola finestra di appena 20 centimetri. Da lì col cellulare ha chiesto aiuto. Nel frattempo, però, l’uomo avrebbe prelevato dalla cucina una bombola di gas posizionandola davanti alla porta della bagno, tagliandone il tubo con un coltello e poi avrebbe così innescato l’incendio con un foglio di giornale a cui aveva dato fuoco. Le fiamme hanno investito l’intero appartamento, uccidendo la giovane marocchina. Quando i Vigili del Fuoco sono arrivati sul posto hanno trovato il cadavere della donna carbonizzato.
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