Esodati, Damiano a Poletti: “Criticità e questioni irrisolte”

10 ottobre 2016 ore 21:33, Luca Lippi
Abbiamo già parlato dell’intervista del ministro Poletti al Corsera qui, e proprio a seguito dell’intervista il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano interviene in merito ai dettagli sulle salvaguardie.
Il ministro Poletti nell’intervista, alla domanda 'Ci sarà l’ottava salvaguardia per altri 25 mila esodati?' ha risposto: “Ci sarà, ma usando i fondi delle precedenti salvaguardie. Quanti persone riguarderà lo definiremo nella legge”.
Incalzato con la seconda domanda ‘Non crede che si sia esagerato con le salvaguardie, mandando in pensione anche categorie non direttamente danneggiate dalla riforma Fornero?’ Poletti risponde: “Le leggi sulle salvaguardie le ha fatte il Parlamento e vanno puntualmente applicate. Con questa salvaguardia si punta ad allungare i termini di maturazione dei requisiti già fisati dalle precedenti salvaguardie per i lavoratori esclusi dai precedenti provvedimenti e concludere così la vicenda”.
Cesare Damiano leggendo l’intervista ritiene di intervenire: “L'intervista conferma le linee di fondo del Governo per la prossima legge di Bilancio [...] allo stesso tempo, evidenzia alcune criticità e questioni irrisolte. Fra tutte, la definizione della platea dei lavori gravosi”.
L’indicazione, a parere di Damiano, è importantissima per ‘scremare’ la platea di coloro che potranno fruire delle agevolazioni per l'accesso alla cosiddetta APE social e per i lavoratori precoci che desiderano fruire della pensione anticipata con la Quota 41. 
Sulla vicenda restano puntati gli occhi dei pensionandi, che ormai da anni attendono la possibilità di unaflessibilizzazione nelle regole di accesso alla quiescenza, dopo che le ultime manovre hanno di fatto creato uno scalone alla maturazione dei requisiti di pensionamento pubblico.

Esodati, Damiano a Poletti: “Criticità e questioni irrisolte”

In merito alle penalizzazioni, il Presidente della Commissione lavoro alla Camera giudica positiva la cancellazione di ogni penalizzazione per i lavoratori precoci che potranno fruire della quiescenza prima dei 62 anni di età, "una decurtazione che poteva arrivare fino al 6% dell'assegno" per coloro che ottenevano il pensionamento a 58 anni. Infine, sempre per i precoci, l'On. Damiano ricorda che "sarebbe negativo se la platea che accede ai 41 anni di contributi non fosse significativa". 
A tale proposito, oltre la questione previdenziale Damiano ha ricordato la necessità di un intervento più incisivo nella lotta alla precarietà e alla povertà: "ricostruire l'orizzonte di una esistenza dignitosa", combattendo le pratiche economiche legate al liberismo e denunciandone il fallimento, sottolinea che "Le conseguenze di decenni di dominio del capitalismo irresponsabile e della finanza sulla manifattura ha portato all'incremento della disoccupazione e all'aumento delle diseguaglianze", il riferimento di Damiano è diretto alla rilevazione dei dati diffusi dalla Caritas sull'aumento dei poveri, passati dagli 1,8 ai 4,6 milioni a partire dal 2007.
Ora aspettiamo anche il rinnovo del contratto del pubblico impiego, altra esigenza di trovare risorse, che dopo l’affermazione di Moscovici che ha ribadito di aver parlato di flessibilità limitata non quella richiesta dal governo e già pubblicizzata come ‘ottenuta’, toglie ulterior risorese alla Riforma sulle pensioni e soprattutto al Welfare di cui parla Damiano.

autore / Luca Lippi
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