Trump-olino di lancio: Donald abbandonato dai repubblicani 'ipocriti'

10 ottobre 2016 ore 21:32, Luca Lippi
Trump non ha alcuna intenzione di mollare, sembra quasi che le sue ‘bizzarrie’ siano costruite ad arte , è un po’ come ‘a spararle grosse spesso la gente ci crede’, intanto però la lista dei repubblicani che prendono le distanze dal tycoon si allunga.
Trump poco prima del confronto tv si scusa per alcune affermazioni che lo hanno visto al centro dell’attenzione nelle ultime ore, tuttavia, e forse contestualmente, organizza una conferenza stampa con le accusatrici di Bill Clinton.
I media giudicano in bilico la corsa del miliardario alla Casa Bianca, tuttavia Trump sembra essere di diverso avviso, dopo la pubblicazione del video in cui il candidato repubblicano usa parole oscene sulle donne, i suoi ‘compagni’di partito gridano allo scandalo e gettano nel caos una campagna elettorale che allo stato dell’arte vede comunque Trump sopra ai suoi stessi diretti concorrenti nel partito. Inevitabilmente il candidato si scusa ma respinge al mittente le accuse provenienti dal partito repubblicano tacciando i puritani dell’ultim’ora come "Ipocriti moralisti".

Trump-olino di lancio: Donald abbandonato dai repubblicani 'ipocriti'

Sembra quasi che sia tutto costruito ad arte (il riferimento è alle continue provocazioni di Tramp che cominciano ad essere troppe e fin troppo marchiane), e infatti dopo la presunta bufera Trump è apparso con alcune donne, sarebbero le donne che hanno in passato accusato Bill Clinton, tra cui Paula Jones, ingaggiando una conferenza stampa in un Hotel a St. Louis poco prima del dibattito tv con l'avversaria Hillary.
Dopo la bufera di sabato è la Cnn a tirare fuori un audio che risale al 2006. Trump, intervistato dal conduttore radiofonico Howard Stern, afferma che "va bene se chiamano mia figlia Ivanka un pezzo di f....", usando l'espressione "piece of ass". Ivanka aveva allora 24 anni. Il tycoon si dilunga anche nello spiegare come una donna vada "mollata" dopo i 35 anni.
Obama non aspettava altro: "Cose inquietanti"! 
Secondo un sondaggio Abc, il 43% degli americani ritiene che Trump debba lasciare, ma Trump non intende farlo, respinge gli attacchi e punta il dito contro la famiglia Clinton. 
Sul suo account Twitter ha postato due tweet da un account col nome di Juanita Broaddrick, la donna che nel 1999 accusò pubblicamente l'ex presidente degli Stati Uniti di abusi sessuali compiuti una ventina di anni prima. La denuncia della donna contro Bill Clinton fu respinta nel 2001 e non si arrivò mai a formalizzare una causa.
Intanto in casa repubblicana il presidente della Repubblican Conference del Senato americano, l'organizzazione ufficiale che rappresenta i senatori in Congresso, ha chiesto che Donald Trump lasci il posto al candidato alla vicepresidenza Mike Pence. 
Il senatore John Thune, del South Dakota - il cui ruolo è distinto da quello del leader della maggioranza repubblicana in Senato Mitch McConnell - diventa così il repubblicano più alto in grado nel partito a chiedere un passo indietro del candidato ufficiale.
Ma alla fine, sembra che Trump sia su tutti i giornali, e svetta fiero sulle copertine, tutti gli altri sono diventati seconde linee, che sia una strategia? Certo, quello che conta sarebbero i contenuti, ma pare nessuno abbia voglia di parlarne.

autore / Luca Lippi
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