Elezioni USA, Di Stefano (CasaPound): "Trump non è Hitler e la Clinton ha difeso lo stupratore di una dodicenne"

10 ottobre 2016 ore 14:58, intelligo
di Eleonora Baldo

Un politico andrebbe giudicato in base al programma” con queste parole Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, raggiunto  da IntelligoNews, ha commentato gli esiti del secondo confronto elettorale tra Hillary Clinton e Donald Trump, trasmesso ieri sera a reti unificate.

Il confronto politico numero due ha visto la Clinton infierire più volte sulle frasi sessiste pronunciate in passato da Trump in merito al rapporto “donne e potere” e riportate in questi giorni da tutti i media americani. Tuttavia Trump pare essersi fermato alle parole, mentre il marito Bill, all’epoca Presidente, andò oltre passando ai fatti. Due pesi, due misure?

Credo proprio sia stata sollevata una attenzione esagerata sul caso: le sue erano parole pronunciate 10 anni fa in un clima da “spogliatoio”, e sono state riportate oggi dai media estrapolate dal loro contesto. Penso che se ognuno di noi avesse un microfono dentro casa o quando è al bar con gli amici, anche tra donne, chissà cosa ne uscirebbe. Dall’altra parte abbiamo un Bill Clinton che effettivamente è arrivato ai fatti mentre era Presidente e una signora Clinton che ha difeso come avvocato lo stupratore di una dodicenne. Non può essere questo il motivo su cui basare la scelta del Presidente americano. In Italia è la norma, perché non si entra mai nel merito e tutti i media tradizionali o i big tifano per la Clinton ma se andiamo ad analizzare i contenuti vediamo che Trump ha le risposte e le soluzioni.

Sul fronte opposto, gli americani “anti-Trump” sono spesso tacciati di moralismo calvinista ed ipocrita. E’ d’accordo con questa etichetta?

No, gli americani “anti-Trump” sono semplicemente vittime della propaganda dell’establishment e subiscono il fascino di una propaganda in base alla quale Trump è il nuovo Hitler, il cattivo, il demonio; establishment che conseguentemente propone di affidarsi alla Clinton, dimenticando che la sua campagna elettorale è finanziata anche dall’Arabia Saudita che ieri ha bombardato lo Yemen, causando la morte di 150 persone e che, oltre alla Clinton, finanzia anche l’Isis.  Se si guardano le cose da questo punto di vista la guerrafondaia è lei. Trump vuole fare gli interessi della nazione nei confini della sua nazione.

E’ giusto che la politica si intrecci con la vita privata? Un politico su cosa andrebbe giudicato?

 “Un politico va giudicato dal programma e da quanto riesce a realizzare del programma, e dalla visione che ha della propria nazione. Poi è chiaro che se è un ladro patentato o un criminale seriale, questo la giustizia deve fare il proprio corso e accertarlo. Però dare un giudizio politico a vicende come quella di Trump mi sembra una follia. Chi usa questo metro di giudizio andrebbe rinchiuso.

Elezioni USA, Di Stefano (CasaPound): 'Trump non è Hitler e la Clinton ha difeso lo stupratore di una dodicenne'

 

 

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