Oltre la chemio, immunoterapia nuova arma che combina molecole

10 ottobre 2016 ore 18:27, Americo Mascarucci
La chemioterapia potrebbe non essere più l'unico mezzo efficace per sconfiggere il cancro.
Presto potrebbe cedere il passo all'Immunoterapia
Se ne sta parlando alCongresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) in corso a Copenhagen, in Danimarca. 
Sarebbero infatti molti gli studi che dimostrerebbero  come l’immunoterapia  potrebbe essere l’arma decisiva contro un numero sempre crescente di tumori. 
Sono stati pubblicati su The New England Journal of Medicine, e presentati anche all’ESMO, i risultati di uno studio clinico, sul melanoma in stadio avanzato, con la terapia adiuvante a base di ipilimumab. 
Una somministrazione di 10 mg/Kg - valutato su 475 pazienti verso un gruppo placebo (476) - somministrato ogni tre settimane per 4 dosi, seguito da una somministrazione ogni tre mesi per tre anni, avrebbe dato una sopravvivenza senza malattia nel 40,8% rispetto al 30,3% nel gruppo placebo. 
Valutato a 5 anni, la sopravvivenza senza malattia è stata del 65,4% rispetto al 54,4% del placebo. 
I successi maggiori sarebbero stati finora avuti nel trattamento del tumore al polmone, per il quale si è arrivati a una riduzione del 47% del rischio di mortalità, grazie all’impiego di una nuova molecola. 
Ma nuovi dati si registrano anche per un tumore particolarmente grave come quello del testa-collo recidivo o metastatico: lo studio CheckMate-141 ha dimostrato come in questi pazienti la molecola immunoterpica nivolumab abbia stabilizzato i sintomi ed il tempo medio per il deterioramento dello stato di salute è quasi triplicato, con 9,1 mesi contro 3,3 mesi con altre terapie. 

Oltre la chemio, immunoterapia nuova arma che combina molecole
Meno tossica della chemioterapia, l'immunoterapia è oggi ancora più efficace grazie alle combinazioni tra molecole.
Questo nuovo approccio sfrutta il fatto che in presenza di tumore, il sistema immunitario risulta deficitario nella sua azione specifica verso un tessuto – quello tumorale – che, crescendo, porterebbe alla morte dell’organismo ospite. 
L’approccio immunoterapico serve proprio a stimolare il sistema immunitario, aiutandolo ad identificare il tumore come oggetto estraneo, e a distruggerlo.
"L'immunoterapia ha portato un cambiamento epocale nel modo stesso di considerare la malattia: non solo si registrano miglioramenti decisivi ma si tratta di miglioramenti a lungo termine e dunque che si mantengono per lunghi periodi, e questo apre una prospettiva nuova per tantissimi pazienti'', sottolinea il direttore dell'Unità Oncologia medica del'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, Francesco Cognetti. 
"Un approccio di cura innovativo - rileva il responsabile Oncologia medica dell'Ospedale di Perugia Lucio Crinò - le cui 'applicazioni per il prossimo futuro riguarderanno tutta l'oncologia''.
Naturalmente serviranno altri studi per confermare l'efficacia di questo metodo ma gli scenziati sono certi di trovarsi sulla strada giusta. 

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