Il giorno del pregiudizio-2. La Siria è qui. Cade il governo, verso un Letta-bis (schema Bersani)

10 settembre 2013 ore 11:30, Fabio Torriero
Il giorno del pregiudizio-2. La Siria è qui. Cade il governo, verso un Letta-bis (schema Bersani)
Il Pdl tra la Ridotta della Valtellina e la saggezza, La Strategia di Grillo e di Sc.
Il giorno del pre-giudizio-2. Dopo giudizi, pregiudizi e pregiudiziali (per dirla alla Augello-relatore), oggi sapremo se il governo Letta potrà continuare o no. Il tono di Schifani, ieri sera a Porta a Porta, troppo enfatico nell’essere soporifero, quando era presidente del Senato, e troppo enfatico nell’essere violentemente polemico, da capo dei senatori pidiellini (e quindi sempre costruito), non ha lasciato dubbi: è il termometro di un’accelerazione, dello spostamento maldestro della bilancia di nuovo verso i falchi e le pitonesse. Le prossime 24 ore, le relative discussioni che si alterneranno nella Giunta-Disgiunta (stranamente e solo per questo caso, convocata ad oltranza), decideranno la linea politica di Pd e Pdl, e ci diranno se il cappio penzolerà, decretando ufficialmente la fine (giudiziaria) di Silvio. O se in zona Cesarini, ci sarà un colpo di scena (un rinvio procedurale). Oggi, infatti, sarà la nostra guerra, la Siria nostrana, col tiro alla fune Pd-Pdl per tentare un’ultima strategia di dissuasione mediatica e politica e, da parte dei grillini, al contrario, per dare la spallata al sistema. Da domani, invece, partirà la seconda fase. Il Pd dovrà contare e contarsi, nel nome e nel segno di un Letta-2, e di una nuova eventuale maggioranza parlamentare (lo schema è quello di Bersani: Pd, Sel, sparsi e dissidenti M5Stelle); ipotesi vista da Napolitano con una certa perplessità. E Il Pdl? Dovrà obbligatoriamente aprire una nuova stagione: o la ridotta della Valtellina, insieme a Silvio-perseguitato e vittima nazionale (obiettivo elezioni), o la saggezza (con Silvio che sconta la pena, fa politica dietro le quinte e aiuta la rinascita di un altro centro-destra non “contro” di lui, ma “senza” di lui. Confidando nella via privata alla grazia, sostenuta dai figli di Berlusconi). Scelta Civica, partito della governabilità, dal canto suo, avrà due carte da giocare: tentare di mediare sia durante il tiro alla fune di oggi e al massimo, di domani, insistendo sulla separazione tra la questione giudiziaria e la questione politica del Cavaliere e, se tutto cascherà, si romperà, sulla necessità di ricostruire un’altra maggioranza. Grillo avrà la strada spianata: punta a guadagnare dalla palude, aspettando il momento di poter governare da solo. Ma a forza di aspettare rischia di implodere.
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