Non finis: torna Fini e si riprende la destra?

10 settembre 2013 ore 17:04, Francesca Siciliano
Non finis: torna Fini e si riprende la destra?
C'è stato un periodo, non molto tempo fa, in cui in certi ambienti destrorsi al solo pronunciare il nome di Gianfranco Fini si alzava un coro di fischi e “buu”. C'è stato un periodo, non molto tempo fa, in cui l'ex leader di An -  poi cofondatore del Pdl, poi Presidente della Camera poi “creatore” di Fli – aveva deciso di ritirarsi dalla scena politica vista la pesante débacle subita da Fli alle elezioni.
E se ora fosse pronto a tornare? Il gioco della politica, si sa, è in continuo mutamento; quel che oggi è valido, domattina potrebbe non esserlo più. Ecco perché mentre sullo scenario politico nazionale Berlusconi e il Pdl cercano di districarsi nella jungla di processi, condanne e affini, un certo numero di esponenti politici (i cosiddetti “trombati”) da qualche mese sta cercando di aprirsi un varco e gettare di nuovo le basi di un partito di destra, visto che il barcone-Pdl ha fallito nell'esperimento. Da Lecce a Orvieto, da Milano a Mirabello: sono tante le associazioni, le Fondazioni e i partiti (come La Destra di Storace, come – forse - i Fratelli d'Italia) che stanno cercando di riaggregare la base e rimettersi insieme per portare in auge tutto quel bagaglio valoriale che fu del Msi prima, di Alleanza nazionale poi. E che, con un saggio e utile restyling, potrebbe essere il nocciolo di un partito nuovo: una sorta di An in sedicesima o, come amano dire i social addicted, una An in 2.0. Ma con chi ripartire? Da Storace alla Poli Bortone, da Viespoli alla Meloni, da Menia passando per Alemanno (sua l'iniziativa di Prima l'Italia - che dopo la sconfitta su Roma è sempre più tentato di abbandonare il partito del Cavaliere): sono in tanti quelli che, delusi dal partito-padronale, ora cercano nuove “fonti di ispirazione” (o, per essere maligni, di un nuovo contenitore nel quale riciclarsi). E cosa c'entra Fini in tutto questo? Apparentemente niente. Da febbraio in poi, a parte recarsi ogni giorno nel suo ufficio da Presidente d'Assemblea di Palazzo Montecitorio, sembra essersi collocato completamente al di fuori dall'agone politico. Confidandosi con Alemanno, poco prima dell'estate, ha detto di preferire il relax piuttosto che continuare nell'estenuante bagarre quotidiana in Parlamento; e ha pure declinato l'invito a Lecce propostogli dalla Poli Bortone e quello di Mirabello, nonostante gli spifferi credevano fosse possibile una sua “comparsata” e un breve intervento dal tavolo dei relatori. E allora? C'è davvero, dietro tutto questo, la voglia di eclissarsi completamente? Ci ha messo la pulce nell'orecchio Francesco Storace che, intervistato da IntelligoNews, si è lasciato sfuggire qualcosa: «Fini è persona intelligente – ha detto il leader de La Destra – sa perfettamente che un suo ritorno sulla scena politica nel tentativo di ricostruire la destra accenderebbe tanti rancori e tanti malumori che in questo momento noi vogliamo sopire». Prima di aggiungere: «Non tornerebbe mai in scena in prima persona». Quasi a voler dire: il nome di Fini con ogni probabilità non farebbe presa sull'elettorato (dal momento che a lungo tempo è stato additato come un traditore), non è più spendibile. Ma – perché no? - potrebbe rappresentare un uomo che, avendo dato molto alla destra, potrebbe starsene dietro le quinte a muovere le fila di un partito in via di definizione (dal momento che lo stesso Roberto Menia, plenipotenziario di Fli, partecipa attivamente a tutti gli incontri in calendario). E gli spifferi di IntelligoNews  proprio oggi apparentemente confermano un'ipotesi di questo tipo. Sembra, infatti, che il libro di Fini (in uscita ad ottobre) rappresenti – oltre ad un excursus sulla storia tutta italiana del Cavaliere al potere – anche una sua vera e propria proposta politica, in grado di superare il berlusconismo ed andare oltre. Che sia solo l'inizio?
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]