Lo scontro dem si sposta sugli F35

10 settembre 2014 ore 14:31, intelligo
Lo scontro dem si sposta sugli F35
Lo scontro dem si sposta sugli F35. O meglio rimbalza tra i tagli che Renzi ha annunciato – pare del 3 per cento – alle spese dei ministeri e l’Aula di Montecitorio dove alcuni deputati dem firmano una mozione che impegna il governo a dimezzare i fondi per gli F35.
E secondo i calcoli dem, la riduzione delle risorse destinate ai caccia-bombardieri, consentirebbe di ottenere un risparmio di 6 miliardi di euro. Tutto questo nel giorno in cui il premier ha avviato il primo giro di consultazioni tra i titolari dei dicasteri per sapere dove applicare le forbici di Cottarelli. Ma per lui non è stato un coro di “sì, si accomodi”. I paletti, ad esempio, sono già arrivati dalla ministra alfaniana Beatrice Lorenzin che ha tuonato: non nel mio giardino, mentre la ministra della Difesa Pinotti (renziana doc) spera che “i tagli alla Difesa siano il meno possibile e non è detto che ci siano”. Ma è a Montecitorio e tra i banchi del Pd che si prepara una nuova battaglia su un doppio versante: le contro-misure economiche di Fassina&C vs quelle di Palazzo Chigi e, da oggi, anche sul fronte delle spese militari. Gian Piero Scanu, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, è il primo firmatario della mozione e non ha dubbi: “Ci troviamo in una situazione in cui c'è bisogno di risparmiare: con questa mozione, voluta da tutto il Partito democratico, riusciremo a ridurre considerevolmente i costi per gli armamenti senza intaccare l'efficienza dello strumento militare. Credo che questa sia la strada giusta, ce lo chiede anche il Paese”. Detto questo, Scanu tende una mano al resto del partito di marca renziana quando dice che “fermo restando questi presupposti, stiamo lavorando perché si giunga a una mozione unitaria dell'intera maggioranza”. Ma i giochi dem sono aperti.
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