Record Elisabetta II, Sacchi (Umi): "Le più belle democrazie sono le monarchie"

10 settembre 2015, Andrea De Angelis
La regina Elisabetta II diventa oggi la sovrana di più lungo corso della storia della Gran Bretagna, battendo il record di permanenza sul trono finora detenuto dalla sua antenata, la regina Vittoria. 
63 anni e 217 giorni di regno, durante i quali ha visto avvicendarsi 13 primi ministri del Regno Unito, 12 presidenti statunitensi, 8 Papi. Per una riflessione sullo storico evento IntelligoNews ha intervistato il Presidente Nazionale dell'Unione Monarchica Italiana, Alessandro Sacchi, di recente impegnato, tra l'altro, per la richiesta della tumulazione in Italia della salma del Re Vittorio Emanuele III, attualmente sepolto ad Alessandria d'Egitto.  

Record Elisabetta II, Sacchi (Umi): 'Le più belle democrazie sono le monarchie'
Su molti giornali si è titolato il record di Elisabetta II facendo riferimento al suo silenzio. C'è il rischio di far passare un messaggio sbagliato? Forse è più corretto dire che, a differenza di tanti politici del XXI secolo, sa quando parlare e quando tacere?

«Assolutamente sì e il suo stile è la dimostrazione del funzionamento di un meccanismo che non ha bisogno di promuoversi, neanche in occasione di un record memorabile per il suo Paese e credo per l'Europa. Parliamo di una nazione che non ha una Costituzione scritta, perché in Inghilterra non ne hanno bisogno. L'equilibrio e la saggezza consolidati nella mani della sovrana fanno andare avanti le cose».

Dunque registra una certa sobrietà anche nei festeggiamenti.

«Quello che poteva essere uno strombazzamento, un "guardate come sono brava" non c'è stato e non ci sarà perché è certificato già dai fatti. Gli inglesi si tengono stretta una sovrana novantenne che fa benissimo il suo lavoro». 

La regina ha visto avvicendarsi 13 primi ministri, dunque i governi passano mentre lei rimane al suo posto. In Italia cos'è che resta?

«Ben poco. C'è un sempre maggiore distacco della gente da istituzioni che non sono incarnate da provvisori inquilini del Quirinale, perché il tempo è breve e l'esempio non sempre felice. Viceversa in Gran Bretagna, come nelle altre monarchie europee, ciascun sovrano segna un'epoca e rappresenta la nazione, è il simbolo vivente di un qualcosa in cui i cittadini si riconoscono. Le più belle democrazie del mondo sono le monarchie parlamentari». 

Il rapporto tra funzione arbitrale e modernità è la chiave di lettura più corretta per spiegare questa sua ultima affermazione?

«La funzione arbitrale può essere esercitata soltanto quando esiste una terzietà e una imparzialità dell'arbitro stesso. Se i maggiori meccanismi costituzionali assegnano al Capo dello Stato quella funzione arbitrale, purtroppo siamo davanti ad una finzione perché un individuo che ha militato per cinquant'anni in un partito difficilmente potrà resettare il suo passato...». 

Sappiamo che l'Umi sta organizzando un evento per questo mese: di cosa si tratta?

«Il Convegno nazionale per la formazione dei quadri giovanili. Personalmente seleziono una ventina di ragazzi tra i 18 e i 25 anni che riuniti in conclave a Castel Di Sangro, in Abruzzo, faranno delle conversazioni con dei conversatori che insegnano all'Università. Si parlerà di diritto, storia, informazione e politica in generale». 

Ospiti?

«Ne avremo molti, ma preferisco non anticiparli. Mezzo Governo mi ha promesso che sarebbe venuto, vedremo chi parteciperà veramente...».
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