Unioni civili, Cirinnà minaccia: "Opposizione da Medioevo. Potremmo andare subito in Aula"

10 settembre 2015, Adriano Scianca
“Ragionamenti da Medioevo”: non lascia margini di trattativa Monica Cirinnà, senatrice del Pd e relatrice del ddl che dovrebbe introdurre le unioni civili anche in Italia. Un provvedimento dall'iter istituzionale tormentato. 

“Poniamo interrogativi legittimi”, ha detto Carlo Giovanardi a IntelligoNews. Ma l'esponente dem la vede diversamente: “Con questo ostruzionismo – spiega la Cirinnà in un'intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera – è impossibile rispettare questa data [il 15 ottobre, scadenza fissata dal premier Matteo Renzi - ndr]. A meno che non si decida di andare in aula direttamente senza aspettare l’approvazione della commissione”. 

Un iter anomalo, con cui “si va in aula senza relatore. Ma sarebbe una sconfitta per l’istituzione commissione che per definizione è il luogo della dialettica, del dialogo, della mediazione”. 

Il dialogo, spiega ancora la senatrice del Pd, è impossibile perché “i senatori che fanno ostruzionismo non accettano alcun tipo di mediazione. Loro non vogliono proprio accettare l’idea delle coppie omosessuali. Non vogliono dare diritti alla coppia. A me non sembra possibile che nel terzo millennio si ragioni così. Sembra un ragionamento da Medioevo”. 

Le “formazioni sociali specifiche”, ha comunque chiarito la Cirinnà, si chiameranno “unioni civili”: “Sarà il nome anche quando, approvata la legge, le coppie andranno dal sindaco il quale le dichiarerà 'uniti civilmente', testuale”. Il nuovo nome approvato in commissione, dunque, è “un aggettivo che specifica”, un “atto di apertura verso i dissidenti. Ma non è servito a nulla: hanno votato contro anche a questo”.
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