Casamonica in tv, Abbate: "Non c'è scandalo, è lo stile Vespa. Marino? Ricorderemo le pinne"

10 settembre 2015, Adriano Scianca
Casamonica in tv, Abbate: 'Non c'è scandalo, è lo stile Vespa. Marino? Ricorderemo le pinne'
"I Casamonica da Vespa? Nessuno scandalo". Va controcorrente, lo scrittore Fulvio Abbate. Mentre montano le polemiche per l'invito di alcuni esponenti della controversa famiglia a "Porta a Porta", Abbate spiega: "Con il funerale, i Casamonica hanno celebrato la loro Woodstock. Marino si indigna? Mi viene da sorridere. Dei suoi anni ci ricorderemo solo le pinne, il fucile e gli occhiali".

Abbate, i Casamonica da Vespa sono uno scandalo? 

«Per me non c'è nessuno scandalo. Vespa ha fatto il suo lavoro. Anzi l'ha fatto in ritardo, avrebbe dovuto averli in studio una quindicina di giorni fa. Francamente non riesco a vedere il vulnus. Avrebbero forse profanato l'immacolato studio di Porta a Porta? Alcuni dicono che sia stata un'intervista troppo remissiva. Ma è lo stile Vespa. Del resto se pensiamo, per esempio, a Biagi ricordo che riuscì a parlar male solo di Ornella Muti»

Dei Casamonica non si parlava mai. Ora, però, se ne parla troppo. O no? 

«La domanda da porci è questa: chi ha il controllo effettivo sull'area sud-est di Roma: lo Stato o i Casamonica? L'impressione è che abbiano maggiore controllo i Casamonica. Quel famoso funerale – a parte il cattivo gusto, ma a volte il cattivo gusto può essere un crimine – presentava elementi inquietanti non perché l'elicottero potesse gettare antrace, ma perché il messaggio che hanno mandato è: “Questa è la nostra Woodstock”»

È credibile Marino quando si indigna per la trasmissione di Vespa? 

«Mi viene da sorridere... Marino non può essere ritenuto responsabile di tutti i mali di Roma, però non mi pare che abbia mai dato prova di discontinuità. Per cosa ricorderemo gli anni di Marino? Per le pinne, fucile e gli occhiali»

Ma perché con i Casamonica si può andare a cena, come nella famosa foto, e non li si può invitare in tv? 

«Sa cosa racconta quella foto? I farabutti redenti incontrano coloro che li hanno riscattati dal crimine. C'era Buzzi, figura di ex criminale diventato un virtuoso del terzo settore, c'era Marroni, il garante dei detenuti, c'era Alemanno che stringeva le mani come sindaco e l'esponente dei Casamonica che era un altro redento. Francamente non mi scandalizza quella foto, a parte il fattore estetico: certo un gentiluomo non si metterebbe mai quella maglietta dell'Italia...».
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