Profughi, Puppato (Pd): "Merkel, riferimento anche per la sinistra. Non basta alzare un muro..."

10 settembre 2015, Adriano Scianca
Profughi, Puppato (Pd): 'Merkel, riferimento anche per la sinistra. Non basta alzare un muro...'
"La partita sull'immigrazione si può vincere solo insieme, con la solidarietà ma anche con una politica estera europea". Parola di Laura Puppato, senatrice del partito democratico. Intervistata da IntelligoNews, l'esponente dem spiega: "La Merkel si è comportata da statista. Ora è un punto di riferimento anche per noi".

Senatrice, l'Europa non è mai sembrata così divisa... 

«Bisogna innanzitutto fotografare la realtà. Ci sono politici come Orban o come l'attuale premier danese che hanno fatto della sicurezza interna uno degli elementi fondanti della loro politica. Non so per quanto tempo possano mantenere queste posizioni improbabili. Non basta alzare un muro per fermare chi ha fame, perché il suo ingegno sarà sempre maggiore. È una partita persa, che si può vincere solo insieme, con la solidarietà ma anche con una politica estera europea». 

La Merkel, fino a qualche settimana fa, era il volto dell'Europa del rigore, dell'intransigenza e della prevalenza dell'interesse sulla solidarietà. Ora è tutto il contrario. Non è che la “buona” Merkel sta agendo anche con un qualche interesse? 

«Fino a un certo punto. Le cifre di cui stiamo parlando – 500mila profughi l'anno – non sono giustificate dall'interesse. Secondo me hanno inciso altri elementi». 

Quali? 

«Primo: la Merkel proviene dalla Germania dell'est. Ha quindi ben chiaro l'esempio di come si debbano aiutare i popoli in sofferenza. All'epoca i tedeschi hanno tirato la cinghia per un po' di anni pur di aiutare i fratelli dell'est. Secondo: in Germania è ancora molto vivo il ricordo della Shoah. Il loro timore non dichiarato è di poter riapparire come una riedizione di quell'esperienza, ovvero di passare per i rigidi, i discriminatori, i razzisti. Anche le manifestazioni xenofobe contro i rifugiati, secondo me, hanno influito». 

Insomma, si sono imposti ragionamenti meno pragmatici, secondo lei. 

«Per la Merkel non è il primo mandato: è evidente che lei ha intenzione di passare alla storia come statista, quindi come una leader non populista, che compie scelte non esclusivamente nell'interesse immediato. In questo modo, la Merkel è riuscita a diventare un punto di riferimento non solo per il centrodestra europeo, ma anche per il centrosinistra». 

E in tutto questo l'Italia che fa? 

«Per una volta dobbiamo farci i complimenti da soli. Per una volta la linea italiana ha vinto. Siamo l'unico Paese europeo che con coerenza, dal primo giorno, ha chiesto un sistema di quote per i rifugiati. Siamo stati i primi a dirlo in un Consiglio d'Europa allora sordo. Ora quella proposta è diventata realtà. L'Italia è stata capace di determinazione e di traino, anche assumendo posizioni di contrasto rispetto ad alcuni Paesi. In questo modo abbiamo decisamente battuto un colpo importante in Europa».
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