Che fine ha fatto Monica Vitti?

10 settembre 2015, intelligo

Che fine ha fatto Monica Vitti?
di Anna Paratore

E’ di sicuro una delle attrici italiane più amate dal grande pubblico che però ha sempre avuto dalla sua anche il giudizio favorevole della critica. Famosa, anzi di più, eccezionale interprete che ha spaziato in tutti i generi della cinematografia, musa di Antonioni e partner insostituibile di Alberto Sordi, questa incredibile artista è sparita dagli schermi e dai giornali ormai da anni, senza che di lei si sappia quasi nulla.

Maria Luisa Ceciarelli, nata a Roma il 3 novembre 1931, nota a tutti col nome d’arte Monica Vitti, compirà tra poco 84 anni, ma non festeggerà questo compleanno con il suo pubblico, come di solito avviene alle famose stelle del cinema. E sono ormai 15 lunghi anni che è così, dal 2000, quando Monica era ancora relativamente giovane con le allora 69 primavere. 

E stata assente anche alle celebrazioni che il Festival di Roma le dedicò nel 2011 per i fatidici 80, ospitando la presentazione del volume La Dolce Vitti di Cinecittà Luce, mentre Rai Cinema le dedicava uno speciale.

Voglia di isolarsi da tutto e tutti, come è capito a tante star? Sfuggire ai paparazzi, ai riflettori irrispettosi puntati sul viso non più giovane per far risaltare le rughe? Desiderio di scappare dalle luci della ribalta quando magari non arrivano più parti che senti tue, o vedi la meravigliosa commedia all’italiana di cui sei stata regina trasformata in filmetti di serie B, tutti parolacce e volgarità? Niente di tutto ciò nel caso di Monica Vitti, che la fuga non l’ha cercata, ma piuttosto l’ha brutalmente subita quando una malattia devastante e degenerativa l’ha colpita, senza lasciarle scampo.

Voce roca, capelli biondi, lineamenti irregolari, bocca carnosa e una spruzzata di efelidi sul naso volitivo, Monica Vitti disse di sé di aver avuto il merito di permettere alle “bruttine di fare carriera”, quasi lei si considerasse così, una “bruttina recuperata” dal cinema. 

In realtà, aveva un fascino incredibile e trascinante, intenso, come nel cinema italiano ebbero poche, Anna Magnani, la Mangano e la Loren. Non donne “patinate”, ma vere, con i difetti e i pregi delle donne reali, ma proprio per questo così carnali ed attraenti. Ma non solo. Monica aveva anche la capacità di scegliere alla perfezione le parti per sé e nel corso della sua lunga carriera ha vinto meritatamente una quantità di prestigiosi premi, tra cui 5 David di Donatello come migliore attrice protagonista (più altri quattro riconoscimenti speciali), 3 Nastri d'Argento, 12 Globi d'oro (di cui due alla carriera) ed un Ciak d'oro alla carriera, un Leone d'oro alla carriera Venezia, un Orso d'argento alla Berlinale, una Cocha de Plata a San Sebastián e una candidatura al premio BAFTA.

Poi, all’improvviso, i primi segni del decadimento, la malattia simile all’Alzheimer, il diradarsi degli impegni pubblici, il rifiuto ad accettare nuove parti, fino alla decisa volontà espressa nei momenti di lucidità, di estraniarsi per non vivere la sua disgrazia sotto gli occhi curiosi della gente. 

Ma il mondo dello star system è spietato: o accetti di mostrare pubblicamente le tue disgrazie, o vieni cancellata con un colpo di spugna, come se tu non fossi mai esistita. I giornali smettono di parlare di te, le televisioni di trasmettere troppo i tuoi vecchi film: una punizione per esserti sottratta alla piazza mediatica. 

A Monica Vitti solo il Festival di Roma ha dedicato un tributo, modesto se paragonato ai suoi successi e a quello che ha dato al cinema italiano.

Poi, di nuovo l’oblio. 

Lontana dalla sua casa, dal suo pubblico, perfino da se stessa e dai suoi ricordi, qualcuno dice ricoverata in un istituto specializzato per il suo tipo di patologia, forse in Svizzera, visitata solo dal marito e dai parenti più stretti. La nemesi per un’attrice intensa e comunicativa some lei, ma anche la splendida fine di una vera star.

autore / intelligo
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