Tasse abbassate? Ecco i veri numeri

10 settembre 2015, Luca Lippi
Tasse abbassate? Ecco i veri numeri
“L’Italia ha cambiato pagina e lo ha fatto solo in un anno… Smettiamo di piangerci addosso e di credere che questo sia il Paese degli alibi” queste le parole di Matteo Renzi dal salotto buono di Cernobbio. A noi non interessa la location, una vale l’altra, interessano le parole e i fatti perché il nostro dovere è fare cronaca, e ricordare a chi pende dalle labbra degli adulatori che la realtà è quella che conta!

Numeri, e di questi parliamo, e ne ricordiamo l’entità anche al Primo Ministro affinché si prepari a ricevere il più sonoro “niet” da Bruxelles.

Oltre a quello che Renzi dice, ed è libero di dire quello che crede, se non trova 1 miliardo e 399 milioni di euro cash, soldi fruscianti, entro il 30 settembre del 2015, allora dal giorno dopo scattano le accise sui carburanti già concordate con la Ue per 728 milioni l’anno da qui al 2018 incluso (inutile ricordare le conseguenze). Di conseguenza, anche Irpef e Iras per le aziende subiranno un’accelerazione, 671 milioni l’anno da qui al 2018 (728 più 671 fanno 1,399 miliardi). Questi sono fondi da trovare in fretta ai sensi del comma 9 dell’art 1 del decreto legge 192/2014, servono a tappare i buchi di bilancio dovuti al mancato introito parziale o totale di somme preventivate in entrata, meccanismo che va sotto il nome di clausole di salvaguardia. Si sperava di evitare questa debacle con la Voluntary Disclosure, ma come avevamo ampiamente anticipato, gli incassi sono stati assai deludenti.

E inoltre (ancora numeri veri) nel 2016 con lo stesso meccanismo, si dovrà coprire un buco di 17,4 miliardi (1,399 di cui sopra) e per altri tre anni, altri 12,814 miliardi da trovare con l’aumento dell’Iva, (commi 718 e 719 Legge 190/2014) e 3,272 miliardi con la riduzione delle detrazioni fiscali e l’aumento delle aliquote (comma 430 Legge 147/2013). Ecco servita la riduzione delle tasse del Governo Renzi!

Ancora nuovi numeri: Nel 2017 si dovranno racimolare la bellezza di 26,892 miliardi. Oltre i 1,399 miliardi di accise ed acconti Irpef ed Iras, si dovranno mettere insieme 19,221 miliardi con un altro aumento delle aliquote Iva, e 6,672 miliardi di ulteriori riduzioni di detrazioni (le poche rimaste).

Il 2018, invece, sarà l’anno iperbolico delle clausole di salvaguardia, il montante sale a 29.636 miliardi, i 1.399 di accise e acconti più altri 700 milioni da fare emergere ancora dalle accise sui carburanti. Il gettito delle aliquote Iva dovrà quasi raddoppiare in due anni, arrivando a 21,265 miliardi, rispetto ai 12,814 miliardi del 2016, mentre dalla riduzione delle detrazioni dovranno arrivare 6.672 come l’anno prima. Sommando il tutto, fanno 75,412 miliardi (cifra stimata da Il Sole24Ore e dalla Cgia di Mestre).

Poi mancherebbero ancora l’adeguamento delle pensioni, 500 milioni l’anno, già da quest’anno, ed il milione l’anno per lo sblocco degli stipendi degli statali. Con l’aggiunta di queste due voci l’aumento del gettito fiscale, solo per aumenti di aliquote, cioè di tasse, dovrà garantire da qui al 2018 l’astronomica cifra 81,4 miliardi.
al ritmo di crescita del Pil di (forse) 1% l'anno, sarà complicato coprire una cifra (che per il programma vagheggiato dal governo, 50 milioni di sgravi fiscali ed 80 miliardi per chiudere le clausole di salvaguardia) fanno quasi 8 punti di Pil (130 miliardi). 

In conclusione? È semplice, l'Iva attualmente al 10 % sarà arrivata al 13 %, quella del 22 % approderà al 25,5 %, gli acconti e le detrazioni tipo spese sanitarie, interessi sui mutui, ecc quasi azzerate, così come gli anticipi perché si pagherà quasi tutto in una unica soluzione, mentre la benzina, che ha un costo industriale di meno della metà del prezzo alla pompa, inclusi margini per gli operatori, supererà tranquillamente i 2 euro al litro.

Ecco, questi sono i numeri veri per chi volesse prendere appunti, poi ognuno è libero di dire o fare propaganda come crede. 

Però, le tasse questo governo non le ha aumentate, l’Italia ha cambiato pagina, e soprattutto non abbiamo alcun motivo di piangerci addosso. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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