Parte 2°. Le idee di Papa Francesco: matrimoni gay, eutanasia, aborto e femminismo

11 aprile 2013 ore 11:39, Fabio Torriero
Parte 2°. Le idee di Papa Francesco: matrimoni gay, eutanasia, aborto e femminismo
Rivoluzionario nelle forme, tradizionalista nei contenuti..
. SULLA CHIESA E I LEADER RELIGIOSI. “Certo, ci deve essere un comportamento sociale adeguato, ad esempio, l’onestà, ma un leader religioso non può essere paragonato al capo di una Ong. La santità è richiesta da Dio ad Abramo. La santità è il trampolino verso il trascendentale, non ha nulla a che vedere con una Ong”. SUL CELIBATO DEI SACERDOTI. “Sono favorevole al mantenimento del celibato, con tutti i pro e i contro che ciò comporta; dieci secoli di esperienze positive più che di errori. La questione del celibato è una questione di disciplina, non di fede. Se un sacerdote viene da me e mi dice che ha messo incinta una donna, lo ascolto, gli faccio capire che il diritto naturale viene prima del suo diritto in quanto prete; di conseguenza deve lasciare il ministero e farsi carico del figlio che ha bisogno di avere sia un padre, sia una madre. Deve lasciare tutto. Se invece, un prete ha commesso un errore, si è lasciato trascinare da una passione, ha commesso un errore, lo aiuto a correggersi. Ci sono preti che si correggono, altri no, altri ancora che non vengono a dirlo nemmeno al vescovo.” SULLA PEDOFILIA. “Che il celibato dei sacerdoti abbia come conseguenza logica la pedofilia è escluso. Oltre il 70% dei casi di pedofilia si verifica in contesti familiari o di vicinato. Se un prete è pedofilo lo è prima di farsi prete. La Chiesa non deve far finta di non vedere. Non si può stare in una posizione di potere e distruggere la vita di un’altra persona. La soluzione degli Usa di trasferirli sostituendo i preti pedofili con altri sacerdoti è un’idiozia: perché il prete pedofilo andandosene porta via con sé il problema” SULLA MORTE. “Dio ti dà sempre la vita, sia di questo mondo, sia dell’aldilà. Il demonio ti dà la morte, è invidioso perché Dio aveva fatto l’uomo come l’essere più perfetto. Per questo il demonio è entrato nel mondo; la morte è una conseguenza della libertà umana. I suoi frutti sono l’alterigia e la superbia, la distruzione, l’odio, la calunnia, la divisione. La mondanità vuol dire narcisismo, consumismo, edonismo. E quando c’è un dolore, un problema, un lutto, il demonio propone sempre un’uscita onnipotente, incentrata su noi stessi, un’uscita fatta di soddisfazione, vanità, orgoglio” SUI SACERDOTI E I CRISTIANI FONDAMENTALISTI. “Il sacerdote è presidente dell’assemblea liturgica, pastore e maestro. Il maestro che si arroga il diritto di prendere decisioni per il discepolo non è un buon sacerdote, è un dittatore. Il maestro propone la verità , ma lascia che il discepolo cammini da solo. Quando un prete dice “qui comando io” cade nel clericalismo. Il fondamentalista non comprende la misericordia di Dio, questo tipo di religiosità si maschera con dottrine che pretendono di dare giustificazioni, ma che in realtà privano le persone della loro libertà e non le fanno crescere. E molte di loro finiscono per fare una doppia vita. Quando qualcuno è autosufficiente, quando ha tutte le risposte a tutte le domande, questa è la prova che Dio non è con lui” SULL’EUTANASIA. “La forza della medicina non è nell’allungare di tre giorni la vita del paziente terminale, ma che l’organismo soffra il meno possibile. Diverso è il discorso dell’eutanasia attiva, che equivale ad uccidere. Il suicidio (di un malato terminale) mi piace considerarlo, più che come atto di superbia, come una malattia. Non si può essere padroni di tutte le nostre decisioni. Io non lo respingo, lo affido alla misericordia di Dio” SULL’ABORTO. “Il problema morale dell’aborto è di natura pre-religiosa, perché nel momento del concepimento risiede il codice genetico della persona. Lì è già presente l’essere umano. Il diritto alla vita è il primo dei diritti umani. Abortire equivale ad uccidere chi non ha modo di difendersi” SUL MATRIMONIO DELLE PERSONE DELLO STESSO SESSO. “Dio ci ha lasciato addirittura la libertà di peccare. Assimilare il matrimonio tra persone dello stesso sesso al matrimonio tradizionale tra un uomo e una donna, è un disvalore e un regresso antropologico. Di fronte a un’unione privata, inoltre, non c’è un terzo o una società danneggiati. Quando è pubblica sì. Il matrimonio implica anche l’adozione e ciò implica il rischio di danneggiare i bambini. Ogni individuo ha bisogno di un padre maschio e una madre femmina. Nelle mie omelie nei matrimoni dico allo sposo che deve rendere lei più donna e alla sposa che deve rendere lui più uomo” SULLA SCIENZA. “La verità religiosa non cambia, ma si sviluppa, cresce. La scienza è fondamentale in funzione del precetto di Dio “siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela”. Però attenzione, quando l’autonomia della scienza non si pone limiti, la sua creazione può sfuggirle di mano, è il mito di Frankenstein” SULLA POLITICA. “La Chiesa non va a dire ai medici in che modo devono operare. Il laicismo militante non è buono, quello che assume una posizione anti-trascendentale o pretende che la religione non esca dalla sacrestia. La politica è la forma più elevata della carità sociale. L’amore per la società si manifesta nell’azione politica volta al bene comune. Ma oggi alla nostra politica è accaduto qualcosa: le idee si sono trasferite dal piano politico a quello estetico. Oggi è più importante l’immagine rispetto a ciò che si propone. Lo diceva già Platone nella Repubblica: la retorica – che si sarebbe trasformata nell’estetica – sta alla politica, come la cosmesi sta alla salute. Dall’essenziale abbiamo divinizzato la statistica e il marketing”. SUL FEMMINISMO. “Nel cristianesimo la donna ha un’altra funzione che si riflette nella figura di Maria: quella che accoglie la società, la contiene, è la madre della comunità. La madre ha il dono della tenerezza e della maternità. Noi cattolici, infatti, parliamo della Chiesa al femminile. Cristo si unisce in matrimonio con la Chiesa, una donna. Il nemico della natura umana, il diavolo, ovviamente, picchia dove c’è più salvezza, dove c’è più trasmissione della vita, cioè la donna. Il femminismo come filosofia, non giova affatto alla donna, perché pone le donne su un piano di lotta rivendicativa, mentre loro sono molto di più. Il femminismo trasforma le donne in maschilismo in gonnella” (stralci ripresi dal libro "Il Cielo e la Terra", dialoghi tra Jorge Bergoglio e Abraham Skorka, biblioteca l'Espresso)
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