Ru486, muore donna. Quando l'ideologia uccide. Profetica Eugenia Roccella su IntelligoNews

11 aprile 2014 ore 11:54, Marta Moriconi
Ru486, muore donna. Quando l'ideologia uccide. Profetica Eugenia Roccella su IntelligoNews
Una donna di 37 anni, A. M., è morta dopo la somministrazione della Ru486. E' successo mercoledì sera all'ospedale Martini di Torino. Le contrazioni uterine  che favoriscono l'interruzione di gravidanza le avrebbero provocato un infarto. Inutile il tentativo di far ripartire il cuore. Dopo un ricovero in rianimazione, la donna non ce l'ha fatta. La notizia è di quelle drammatiche se si pensa che la signora lascia anche un bimbo di 4 anni, ma quello che stupisce di più un lettore attento è lo choc di medici e ostetriche: "Era tutto regolare" avrebbero detto incuranti di alcuni precedenti che già erano saliti alla ribalta delle cronache. In questo senso un articolo su Tempi aveva raccontato attraverso una testimonianza i pericoli (e in un altro pezzo anche le complicazioni) a cui la pillola espone la donna. Ma niente, l'ideologia pur di legittimarsi, è arrivata a uccidere, scansando la deontologia, ma forse più semplicemente il buon senso e la diligenza del buon padre di famiglia. E proprio ora che tanti progressisti illuminati erano riusciti a far apparire come il vero pericolo chi voleva vietare l'uso di questa pillola, qualcosa è andato storto. Una vita ha smesso di essere tale.  Ora, dopo il primo caso in Italia di decesso che potrebbe essere collegato all'aborto farmacologico, che rappresenterebbe un'alternativa a quello chirurgico, vorremmo sapere quali interventi saranno posti in essere. Ora che le parole e le riflessioni negative su questo farmaco sono diventate realtà, magari qualcuno si attiverà per ristabilire la verità sull'aborto con la Ru486 e, magari, anche sull'aborto in generale. Perché se una volta erano le anime a perdersi (e chi non credeva aveva la scusa per fregarsene), oggi sono anche i corpi a rimetterci. E il tutto avviene in una sorta di silenzio appena rotto dalla stampa non cattolica, che ne parla costretta dalla tragicità dell'evento.  In attesa che l'autopsia, questa mattina, stabilisca le ragioni del decesso, val la pena chiudere ricordando le parole di Eugenia Roccella, che rispose così su IntelligoNews ad una domanda sulla somministrazione anche in day hospital della pillola abortiva: «Ho presentato un’interpellanza urgente al ministro Lorenzin. Partiamo dai fatti: ci sono tre pareri del Consiglio Superiore di Sanità interpellato in varie occasioni, ogni volta con componenti diversi al suo interno e sotto vari ministri, che ha sempre detto la stessa cosa: la Ru486 va presa in regime di ricovero ospedaliero perché ci sono rischi collaterali come quello di forti emorragie e c’è bisogno di un monitoraggio ospedaliero. Recentemente in Svezia è morta una ragazzina di 16 anni sotto la doccia e a causa di un’emorragia perché non ha avuto il tempo di chiamare i soccorsi. Ora, l’idea di dare la Ru486 in consultorio consegnando alle donne il numero di telefono del pronto soccorso, è un’idea che non garantisce una tutela rispetto alle complicanze, in primis l’emorragia ma anche l’infezione».  E alla nostra domanda sulla volontà politica che si nascondeva dietro ad alcune scelte da parte delle Regioni, come Toscana e Lazio, la Roccella interpellata nuovamente annuiva e avvertiva: «Non c’è la volontà di tutelare la salute delle donne, ma solo quella di smontare la legge 194. Poiché non riescono a smontarla in Parlamento perché è difficile trovare le maggioranze, la sinistra agisce attraverso una prassi medica».
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