Incontro Papa, parla a IntelligoNews Brosio: «Il mio Francesco: Medjugorje e l’"esorcismo" alle Iene»

11 aprile 2015, Marta Moriconi
Incontro Papa, parla a IntelligoNews Brosio: «Il mio Francesco: Medjugorje e l’'esorcismo' alle Iene»
“Sono trafitto dalle telefonate”. Così il giornalista Paolo Brosio risponde al telefono quando lo chiamiamo per conoscere le sue emozioni e i suoi pensieri dopo l’incontro con il Papa. E’ ancora emozionato e stordito e il suo entusiasmo è di quelli contagiosi. La semplicità di Paolo, che ha scatenato la solidarietà della rete quando fu oggetto della burla del programma Scherzi a parte, è sempre la stessa. Con chiarezza e a distanza di 24h ci racconta il suo Francesco. E non mancano i riferimenti a Medjugorje, come al suo ultimo libro "I Misteri di Maria" (Casa Editrice Piemme Mondadori) sulle profezie dei pontefici Leone XIII e Pio X, della Beata Emmerik, di San Giovanni Bosco e di Teresa Neumann.

Paolo come sta? Quanto ha parlato con Francesco? Domande elementari, ma dopo l’incontro con Sua Santità cos’altro chiederle se non le sue emozioni.

"Sono stato con lui 45/50 minuti. All’inizio ero da solo, poi sono arrivati i miei collaboratori dell’associazione". 

Avete discusso di Medjugorje? 

"Beh, diciamo che l’ho “bombardato”. Secondo voi non gli parlo di Medjugorje. Gli ho parlato della mia conversione, della bambina che ho adottato, delle case per gli orfani, per gli anziani, del progetto dell’ospedale. Tutto". 

E dello scherzo delle Iene avete parlato? 

"Sì. Gli ho parlato anche dello scherzo così: “Abbiamo esorcizzato le Iene” e grazie a lui. Poi mi ha chiesto quanti contatti hai?".

Cioè? Le ha chiesto quanto contatti ha sui social?

“No sul sito. Gli ho detto 4 milioni . 4 milioni? -mi ha detto lui- un euro per ogni contatto sono 4 milioni di euro per l’ospedale". 

Paolo, le è parso aperto quando gli parlava di Medjugorje?

"Ora, lui non si espone, non è che mi ha detto niente. Mi ha abbracciato, gli ho raccontato la mia storia. E lui ha detto che sicuramente è l’opera della Madonna che è grande. Io gli ho regalato la maglia abbiamo fatto la foto e guardatela: parla di più di mille parole. Io ho capito che lui è molto attento a Medjugorje come grande confessionale. L’impressione è che c’è una grande apertura e una grande disponibilità”.

Ha il cuore aperto alla Gospa dunque...

“Lui ha il cuore aperto a tutto. Direi che è una macchina, perché va a 100 all’ora, col motore-cuore aperto. Ha il dono della sintesi e della concretezza poi. Mi ha chiesto cosa fanno Le Iene per aiutarmi: questo per dire che è molto concreto. E’ vivace anche, ha una grande sensibilità che si dimostra nell’ascolto. Ci sono una serie di elementi che mi hanno condotto lì”.

Qualche riscontro di quanto sta affermando? Dove intravede la volontá anche di Maria in questo incontro? 

“Il 17 marzo in visita ad Limina Apostolorum sono andati da lui tutti i vescovi della Bosnia ed Erzegovina e lui, proprio in coincidenza con quest’incontro, mi aveva chiesto di vederci. Ma io ero alla cattedrale di Taormina e il 20 non avrei potuto. Poi abbiamo rinviato al 9 aprile. Io ho tenuto nascosta la data, ma ora testimonio a tutti che persona è Francesco. Non gli sfugge niente, è una persona sensibile, ha una percezione immediata dei problemi, ed è dotato di un ascolto profondo”. 

Il Papa ha chiesto qualcosa sui miracoli? 

Gliene ho parlato io. Poi gli ho dato tutti i miei libri e, arrivato sul punto di prendere l’ultimo mio libro “I Misteri di Maria” gli ho parlato del mistero di quella sofferenza per lo scherzo delle Iene che si è trasformato in gioia con quest’incontro. In "Raggi di Luce" poi gli ho detto che ho scritto una lettera aperta  a lui, io che sono nato in Piemonte come lui”.  

Dopo qualche perplessità che aveva espresso anche a noi, quelle chiusure da parte di alcuni vescovi agli incontri di preghiera su Medjugorje, torna più sereno e pensa che anche i vescovi  più dubbiosi si apriranno a chi crede nella Gospa?

“Per me questo Papa è la persona giusta, proprio per questi problemi. Perché ha una grande apertura mentale, è disponibile all’ascolto e soprattutto ha misericordia nei confronti di tutti. Medjugorje non è un problema per la Chiesa, è una grande opportunità. Io non vedo come questo Papa possa rappresentare in qualche modo un ostacolo. Anzi, al contrario: io penso che sarà lui la persona che troverà il modo per sistemare Medjugorje. Mi ha abbracciato così forte quando gli ho dato la maglietta con W la Gospa! C’è poi una cosa personale, privata, che gli ho consegnato e lui l’ha accolta. Quel gesto vale più di mille parole. Prima di andare dal Papa sono stato con mia madre che ha compiuto 94 anni alla Porziuncola di Assisi. Direi riassumendo quei giorni: da Francesco a Francesco”. 

Paolo, ha visto cosa è successo al Tribunale di Milano? Da ex inviato al Tribunale, cosa ha provato e come commenta il gesto folle dell’imputato? 

“Stiamo vivendo un momento in cui i comandanti degli aerei si suicidano schiantandosi con tutto l’aereo, un imputato spara e uccide quattro persone. Cosa vuole che dica: il Diavolo è scatenato. E si scatena anche colpendo le religioni. C’è il bene che sta tenendo il pianeta in piedi, ma la stragrande maggioranza si sta perdendo”.

Ma non è colpa anche del disagio sociale se si arriva a questi livelli? 

“Ma quale disagio sociale? E’ una conseguenza della mancanza di preghiera. Le crisi, sociali economiche, sono il frutto di un’umanità che si è allontanata da Dio”. 










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