Al via le deportazioni, Trump è il presidente: è catastrofismo più che provocazione choc

11 aprile 2016 ore 12:32, Americo Mascarucci
Il catastrofismo su una possibile vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa va di moda. 
La società di ricerca Economist Intelligence Unit aveva evidenziato settimane fa come la vittoria di Trump bloccherebbe l'economia mondiale e aumenterebbe i rischi per la sicurezza negli Stati Uniti. 
"Nel caso di una vittoria di Trump – evidenziava la ricerca - il suo atteggiamento ostile nei confronti del libero commercio, e l'antipatia nei confronti del Messico e della Cina in particolare, potrebbe portare rapidamente a una guerra commerciale - o anche al fallimento degli accordi Trans-Pacific Partnership (Tpp) tra gli Stati Uniti e 11 stati europei e asiatici, firmato nel febbraio 2016. Le sue tendenze militariste nei confronti del Medio Oriente (e il veto imposto ai musulmani di entrare negli Stati Uniti) sarebbero un potente incentivo all'arruolamento nei gruppi jihadisti, e questo porterebbe a una minaccia più forte nella regione e fuori".
Questo il risultato "reale" di una ricerca.
Al via le deportazioni, Trump è il presidente: è catastrofismo più che provocazione choc
Ma adesso ecco che il catastrofismo diventa anche strumento di propaganda elettorale. 
Con una finta prima pagina il quotidiano Usa Boston Globe immagina le notizie dall'America nel caso Donald Trump dovesse arrivare alla Casa Bianca. Notizie che fanno riferimento a deportazioni di clandestini e guerre geopolitiche e commerciali. La prima pagina è dominata da un titolo su un'ondata di espulsioni di immigrati, accompagnato da un durissimo editoriale che invita a una "attiva e impegnata opposizione" per bloccare il magnate. 

La pagina è datata nove aprile 2017 e sotto il titolo c'è una grande foto di Trump tratta da un fermo immagine del suo discorso alla nazione: "Trump: deporta i clandestini così rapidamente che vi girerà la testa". Nel resto della pagina c'è tra l'altro anche un articolo sul crollo dei mercati finanziari, uno su nuove leggi sulla diffamazione che colpiscono "l'assoluta feccia" nei media, mentre un terzo titola sul rifiuto dei soldati americani di uccidere le famiglie dei membri dell'Isis. Si tratta di un "esercizio nel prendere un uomo sulla parola", spiega il giornale in un editoriale: "La visione di Donald J. Trump del futuro della nostra nazione è profondamente inquietante e assolutamente non americana" prosegue. E poi: "La sua visione dell'America promette di essere tanto spaventosa nella realtà quanto lo è in bianco e nero sulla pagina".

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