Governo-magistrati: "Non devono occuparsi di politica" per Davigo (ma non c'è intesa su intercettazioni)

11 aprile 2016 ore 13:18, Americo Mascarucci
Con Antonio Di Pietro e Gherardo Colombo è stato uno dei simboli della stagione di "Mani Pulite" in quel pool anti-tangenti che in pratica archiviò la prima repubblica, annientando un’intera classe politica. 
Era il 1992. Oggi Piercamillo Davigo è il nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati. 
Guida una Giunta unitaria che comprende tutte le correnti dell'Anm: l'anima centrista di Unità per la Costituzione che ha raccolto più consensi alle ultime consultazioni; le correnti di sinistra raccolte nel cartello denominato "Area" che comprende Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia; l'area di destra incarnata da Magistratura Indipendente e da Autonomia e Indipendenza, il gruppo di cui fa parte proprio Davigo. 
"Presentarsi uniti è sicuramente più produttivo che presentarsi divisi ai rapporti con l'esterno" commenta il neo presidente. 
Oggi come allora Davigo si ritrova a dover dirimere i contrastati rapporti fra politica e magistratura.  La sua elezione arriva a pochi giorni dallo scontro fra il Premier Matteo Renzi e l'Anm della Basilicata che non ha digerito le accuse di Renzi alle lentezze relative alle inchieste sul petrolio della Procura di Potenza. 

"Sono dell'opinione che i magistrati non debbano occuparsi di politica, mai – dichiara Davigo - Anche perché quando lo fanno in genere non sono molto bravi a farlo, perché non è il loro mestiere. Non esistono governi amici o nemici, ma dobbiamo pretendere il rispetto della nostra dignità" ha poi aggiunto facendo chiaramente intendere che la magistratura non è contro il Governo Renzi ma pretende da questo rispetto nel momento in cui si trova a dover indagare anche su vicende che riguardano attività o membri dell’Esecutivo.  
Insomma saranno fischiate le orecchie a quei magistrati, e non sono certamente pochi, che hanno lasciato la toga per fare politica. 
"Penso - ha poi ribadito  in una intervista a Sky Tg24 - che i magistrati debbano fare i magistrati. Il nostro mestiere è valutare le prove e accertare se sono stati commessi o no reati. 
Quanto alle recenti dichiarazioni del premier Matteo Renzi sulla produttività e l'efficienza dei magistrati, Davigo ha escluso ogni commento: "Non si è ancora riunita la Giunta Esecutiva Centrale. Il Presidente dell'Anm non è un uomo solo al comando, l'Anm ha un governo collegiale e devo interpellare anche gli altri". 

Governo-magistrati: 'Non devono occuparsi di politica' per Davigo (ma non c'è intesa su intercettazioni)
Ma c’è anche il capitolo intercettazioni dopo che dall'indagine di Potenza sono uscite quelle fra l’ex ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il compagno Gianluca Giamelli indagato dalla Procura di Potenza nell'ambito dell’inchiesta sul petrolio. Intercettazione che ha messo in difficoltà il Governo visto che la Guidi rassicura il compagno circa un emendamento relativo allo sblocco dell’impianto Total "Tempa Rossa". Ed ecco che inevitabilmente si è riacceso il dibattito intorno alle intercettazioni e alla necessità di norme severe che ne vietino la pubblicazione. 
"La pubblicazione di intercettazioni davvero non pertinenti è già vietata dalla legge penale quantomeno dal reato di diffamazione – risponde Davigo -  se si ritiene che le pene per la diffamazione non siano adeguate, basta aumentare quelle. Il resto è superfluo".
Insomma si profila un nuovo braccio di ferro fra politica e magistratura? A parole no, ma i fatti saranno consequenziali? 

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