Allarme eroina tra 15enni, Meluzzi: "La crisi di identità e di genere ha portato a questo"

11 aprile 2016 ore 13:37, Americo Mascarucci
E' allarme per i risultati dell'indagine Cnr che ha per protagonisti i ragazzi tra i 15 e i 19 anni: dopo l'hashish, l'eroina seconda droga preferita. Ed è record di sintetiche. Un dramma che coinvolge molti genitori.
Lo psichiatra Alessandro Meluzzi non ha dubbi e ad Intelligonews ammette: "Aver sdoganato le droghe leggere ha comportato uno spostamento dei confini della trasgressione. Oggi farsi una canna è diventato un esercizio quasi abituale, retorico, fatto questo che spinge i giovani alla ricerca di emozioni sempre più forti e proibitive".

Professor Meluzzi come spiega questo incredibile salto di qualità della droga fra gli adolescenti? Prima era la cannabis, adesso addirittura sta prendendo piede l'eroina.
Li definisco spostamenti progressivi dei confini della trasgressione. Se una pratica come quella del consumo di cannabis finisce se non proprio per essere legalizzata quanto meno legittimata, se più della metà dei giovani ne fa uso abitualmente e se il consumo di una canna che non è più considerato un gesto di rottura verso le regole, a quel punto i confini della trasgressione devono spostarsi altrove. Poi c'è un fattore economico e di mercato, ossia la ricerca di nuovi mercati da parte degli spacciatori alla ricerca di nuovi spazi e nuovi business che ovviamente vengono agevolati, oltre che da ciò che ho detto sopra anche da una profonda crisi valoriale, di genere, oltre che parentale e familiare. E' chiaro che in un contesto del genere  anche i confini fra droghe pesanti e leggere si attenuano. 

La famiglia ha una responsabilità in tutto questo? 
Altro che se l'ha! La famiglia è completamente disastrata. Questa è la prima generazione di figli di genitori sicuri consumatori che si sono fatti loro stessi le canne da giovani e hanno consumato droga. E' chiaro che tutto ciò rischia di instaurare la caduta degli anticorpi educativi. Perché come pensare che possano schifare le droghe i figli di chi magari ancora oggi fa uso di cocaina durante le feste in casa o con gli amici.

E' quindi giusto secondo lei legalizzare le droghe leggere come molti continuano a sostenere?
Le droghe leggere sono già legalizzate di fatto. Emblematica la reazione agghiacciante di quei genitori che si scagliano contro quei presidi che fanno entrare la Polizia e i cani anti-droga nelle scuole per fermare lo spaccio di cannabis fra gli adolescenti, come avvenuto recentemente al Liceo Virgilio di Roma. Il messaggio è chiaro: la scuola deve lasciare i figli liberi di drogarsi e i presidi non devono preoccuparsi di far arrestare chi spaccia dentro le classi in base all'assurdo presupposto che farsi una canna non ha mai fatto male a nessuno. 

Droghe leggere dunque anticamera delle droghe pesanti?
Non tutti quelli che consumano droghe leggere consumano anche droghe pesanti ma chi fa uso di droghe pesanti ha consumato quelle leggere. Ad ogni modo ciò che manca è la bussola. I giovani di oggi non hanno più punti di riferimento, nè prospettive sicure, vivono alla giornata. In una sola parola navigano a vista perché non esiste più un patrimonio valoriale capace di guidare ed ispirare la coscienza dell'individuo. La crisi di identità e di genere ha portato anche a questo..  

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