Mowgli torna al cinema, 40 anni dopo è in carne ed ossa: il live action spopola - VIDEO

11 aprile 2016 ore 14:49, Micaela Del Monte
La moda del live action colpisce ancora. La rivisitazione del Libro della Giungla è infatti soltanto l'ultima di una lunga serie di film dedicati ai classici. Negli ultimi anni siamo stati infatti abituati a vedere remake di "vecchie" favole che hanno fatto la storia del cinema Disney e non solo. 

Maleficent (La bella addormentata nel bosco), Biancaneve e il cacciatore (Biancaneve), Cenerentola, Alice in Wonderland (Alice nel Paese delle meraviglie) e ai tempi fu anche per la Carica dei 101. Ora tocca quindi al Libro della Giungla e, dopo il cartone animato firmato Walt Disney del 1967, il live action uscirà nelle sale il 14 aprile. Diretto da Jon Favreau è prodotto dalla Disney e ha un cast d’eccezione: Neel Sethi vestirà i panni di Mowgli, mentre le voci dei personaggi principali saranno interpretate da Bill Murray, Ben Kingsley, Idris Elba, Lupita Nyong’o, Scarlett Johansson, Giancarlo Esposito e Christopher Walken. Tra i doppiatori delle voci italiane degli animali ci sono Neri Marcorè, Toni Servillo Giancarlo Magalli e Violante Placido

La trama del film sarà pressoché quella dell’originale del ’76: Mowgli è un cucciolo d’uomo allevato da una famiglia di lupi e copre che la giunga non è un posto accogliente quando viene annunciato l’arrivo della tigre Shere Khan (Idris Elbra), che promette di eliminare ogni traccia dell’uomo. Mowgli è così costretto ad abbandonare la sua casa ed imbarcarsi in un avventura insieme al suo mentore, la pantera Bagheera (Ben Kingsley), e all’orso Baloo (Bill Murray). Durante il suo viaggio Mowgli incontrerò numerosi animali pericolosi, tra cui il pitone femmina Kaa (Scarlett Johansson), che con la sua voce e il suo sguardo ammalianti tenterò di ipnotizzare il cucciolo d’uomo, e il chiacchierone Re Luigi (Christopher Walken), un gigantopithecus che cercherà di convincere il giovane a rivelargli il segreto del “fiore rosso”.

"Ovviamente avevo grande timore reverenziale a mettere le mani in un film che ha fatto personalmente Walt Disney, ma a distanza di 50 anni era arrivato il momento per raccontare di nuovo questa storia", ha detto il regista Favreau.

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