Nuovo Centrodestra o i vecchi sistemi? Le transumanze

11 dicembre 2013 ore 10:40, Americo Mascarucci
Nuovo Centrodestra o i vecchi sistemi? Le transumanze
Nuovo centrodestra o vecchi sistemi? Il nuovo movimento politico capeggiato da Angelino Alfano, nato dalla spaccatura del Popolo della Libertà fra berlusconiani puri e diversamente berlusconiani, sta offrendo in questi giorni alcune chicche interessanti.
 Già all’interno del Pdl era molto forte il dualismo An- Forza Italia, al punto che, soprattutto a livello territoriale, i dirigenti regionali e provinciali hanno continuato, in tutti questi anni, a ragionare come se esistessero ancora due formazioni alleate, ma distinte e separate. Le poltrone sono state spartite con il manuale Cencelli ben in vista e stando attenti a che fosse rigorosamente rispettata la proporzione del 70 (Fi) a 30 (An). Ebbene, nel Ncd pare che lo schema del dualismo si stia riproponendo ancora più sfacciatamente di quanto avveniva nel Pdl. Prendete ad esempio il caso del Lazio. E’ notizia di pochi giorni fa che, diversi dirigenti ed amministratori che fino a ieri militavano ne “La Destra” di Francesco Storace, sono improvvisamente transitati nel partito di Alfano. Merito sembra del senatore Andrea Augello uomo forte degli alfaniani di provenienza An. Sarebbe stato proprio lui a guidare questa sorta di “operazione scippo”, sottraendo risorse umane ed amministrative all’ex amico Storace per rafforzare l’area destra del Nuovo centrodestra. A fare da sfondo, lo scenario delle prossime elezioni europee e l’immancabile guerra per le preferenze. Forzisti ed ex An stanno rinserrando le fila. L’obiettivo è quello di mostrare i muscoli ai cugini della rinata Forza Italia che già danno Alfano e company spacciati. Da settimane, Il Giornale di Alessandro Sallusti, ha suonato loro il de profundis: “Farete la fine di Gianfranco Fini” è il mantra che campeggia negli editoriali di punta. Il che tradotto equivale ad augurare ai diversamente berlusconiani, percentuali elettorali da prefisso telefonico. Alfano e quanti si sono imbarcati con lui in questa avventura non possono permettersi di fallire al primo colpo, cioè alle prossime europee, dove si vota con il sistema proporzionale e dove l’effetto Berlusconi per la prima volta potrebbe giocargli a sfavore. Ma se l’obiettivo di tutti è quello di racimolare più voti possibili da portare in dote al partito per dimostrare al Cavaliere e ai suoi fedelissimi di essere vivi e vegeti e indisponibili a tornare all’ovile come cani bastonati, inevitabilmente ogni singolo candidato cercherà di tirare più acqua possibile al proprio mulino per primeggiare sugli altri. Immancabile quindi la guerra delle preferenze che, naturalmente, caratterizzerà tutte le forze politiche in campo, ma soprattutto il Ncd che è ancora tutto da costruire. L’eurodeputata uscente Roberta Angelilli, che con Augello guida la pattuglia degli ex An al seguito di Alfano, se la dovrà vedere con pezzi da novanta del fronte ex forzista come Alfredo Antoniozzi e Alfredo Pallone che costituiscono una corrente ben organizzata, della quale fanno parte anche Fabrizio Cicchitto e Beatrice Lorenzin. Poi ci sono i cattolici di Comunione e Liberazione, agguerriti più che mai e decisi ad egemonizzare il partito facendo leva sulla forza che il duo Formigoni- Lupi esercita in Lombardia e che potrebbe saldarsi nel Lazio con le componenti cattoliche di Giovanardi e Baccini. Ecco perché gli ex An non possono farsi trovare impreparati con il rischio di soccombere nei confronti dei concorrenti interni. Questo spiega il perché di certe transumanze da destra verso il partito di Alfano. Transumanze necessarie a rafforzare l’area di destra ed evitare che possa essere marginalizzata, o peggio fagocitata, dagli ex azzurri che con sindaci, assessori comunali e provinciali, amministratori di società ed enti territoriali importanti, rischiano di fare man bassa di voti dettando legge nel partito. E poco importa se fino a poche settimane fa, alcuni di questi “folgorati” sulla via di Angelino, imprecavano contro il Governo Letta, le larghe intese, gli inciuci fra destra e sinistra e scendevano in piazza invocando le elezioni anticipate. Acqua passata. Da estremisti a moderati il passo è relativamente breve e se lo dice Alfano che gli estremisti li ha conosciuti a tal punto da volerli evitare!  
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