Eutanasia, Roccella (Ncd): "Molti testimonial dello spot non sanno quello che avviene..."

11 dicembre 2014 ore 16:50, intelligo
Eutanasia, Roccella (Ncd): 'Molti testimonial dello spot non sanno quello che avviene...'
di Marco Guerra
“Se l'eutanasia fosse legale non aumenterebbero le morti, diminuirebbero le sofferenze», così afferma Neri Marcorè insieme ad altre 70 note personalità del mondo della cultura e dello spettacolo nello spot presentato ieri dall’Associazione Luca Coscioni con l’obiettivo dichiarato di esortare il parlamento a varare una legge per la legalizzazione dell’eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico. In meno di 24 ore si è subito accesso il dibattito con chi, invece, denuncia, come fa Mario Adinolfi sul suo blog, i rischi legati alla legalizzazione di una pratica che, nei Paesi dove è consentita (Svizzera, Belgio e Olanda), è stata eseguita per oltre la metà dei casi su pazienti che non avevano firmato il foglio delle richiesta. Si tratta dunque davvero di libera scelta del paziente? E quali sono i margini per intervenire sulle scelte relative alle cure in una fase terminale di una malattia? Intelligonews lo ha chiesto alla parlamentare di Ncd Eugenia Roccella. Onorevole Roccella nello spot presentato ieri si chiede di discutere di una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia depositata dal settembre 2013 in Parlamento senza che nemmeno un gruppo politico ne abbia chiesto la calendarizzazione. Perché non si vuole affrontare questo tema? «Se la proposta non è stata calendarizzata significa che nessun parlamentare, anche coloro che sono favorevoli all’eutanasia, si è sentito di farla propria e questo dovrebbe porre diverse domande a chi l’ha presentata. Ad ogni modo una legge per regolamentare la materia già sarebbe pronta». Il governo o la maggioranza sono prossimi a varare un provvedimento sul fine vita? «No, mi riferisco alla proposta di legge sul consenso informato della scorsa legislatura. Quella messa a punto dopo il caso Englaro. La legge sul consenso informato e per le dichiarazioni anticipate di trattamento era praticamente arrivata alla terza lettura parlamentare dopo l’approvazione con larga maggioranza in entrambe i rami del parlamento. Ma poco prima di tornare al Senato per l’approvazione definitiva è caduto il governo Berlusconi e il governo Monti ha deciso di accantonarla. Questa legge dà la possibilità di decidere in anticipo a quali trattamenti sottoporsi in caso di malattia terminale escludendo naturalmente idratazione e alimentazione che non sono da considerare trattamenti». Cosa risponde a chi indica come modelli quelli di Olanda e Belgio? «Sono sicura che molti testimonial dello spot non sanno quello che avviene nei Paesi Bassi, ovvero che circa la metà dei pazienti a cui è stata praticata l’eutanasia non avevano dato il loro consenso. Questo è il risultato di un’eutanasia lasciata alla discrezionalità dei medici e del sistema sanitario che deve far quadrare i conti e che quindi preferisce non avere malati gravi in lunga degenza». Quindi c’è un rischio legato soprattutto alla discrezionalità della scelta? «C’è un rischio legato al fatto che altri possano determinare la fine della mia vita e uno legato al fatto che all’eutanasia possano accedere anche malati non gravi come in Svizzera, dove alcune cliniche hanno praticato la cosiddetta “dolce morte” anche a persone che ne avevano fatto richiesta perché semplicemente depresse. Insomma non tutte le libertà possono essere tradotte in diritti esigibili. Di fatto io sono libero di andare in auto senza cinture ma non posso pretendere di esercitarlo come diritto. Se il suicidio diventa un diritto esigibile, poi io sono autorizzato ad andare in una Asl a chiedere che mi aiutino a mettere fine alla mia vita». Resta la questione della sofferenza dei malati… «Sono d’accordo e dico che la sofferenza già ora può essere eliminata con le cure palliative, facendo in modo che queste ultime siano accessibili a tutti e in ogni struttura del nostro Paese». Ad ogni modo pensa che questo parlamento sia in grado di discutere una nuova proposta sull’eutanasia?  «Pd e Sel insieme potrebbero avere i numeri per farlo, ma la maggioranza che sostiene il governo è divisa su questi temi. Il Nuovo Centrodestra è entrato in questo esecutivo per affrontare le emergenze della crisi economica; porre i temi etici nell’agenda di questo governo può mettere a rischio la tenuta della maggioranza che lo sostiene».    
autore / intelligo
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