Inps: 415 mila contratti a tempo indeterminato in più, ma non al Sud

11 dicembre 2015 ore 7:44, Adriano Scianca
Inps: 415 mila contratti a tempo indeterminato in più, ma non al Sud
Rispetto al 2014 ci sono oggi 415mila italiani in più che hanno un posto fisso. È uno dei dati che emergono dall'Osservatorio sul precariato dell'Inps. Nei primi 10 mesi dell'anno sono state effettuate 1,84 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e di apprendistato) a fronte di 1,33 milioni di cessazioni di contratti fissi con un saldo positivo nell'anno di 507.691 rapporti di lavoro stabili. Rispetto allo stesso periodo del 2014 (+92.114 posti) c'è una variazione positiva per 415.577 posti. Nella fascia di età fino 29 anni, l'incidenza dei rapporti di lavoro "stabili" sul totale dei rapporti di lavoro è passata dal 24,6% del 2014 al 31,5% del 2015. La percentuale dei nuovi rapporti di lavoro attivati e variati a tempo indeterminato sul totale dei nuovi contratti è passato dal 32% al 38,2%. Diminuiscono invece le assunzioni con contratti a termine (-59.782) e le assunzioni in apprendistato (-43.834). Se si guarda solo alle nuove assunzioni a tempo indeterminato escluse le trasformazioni si registra un aumento rispetto allo stesso periodo del 2014 del 29,8% con differenze significative tra le diverse aree del Paese. L'incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 su 2014 risulta superiore alla media nazionale (+30%) in Friuli-Venezia Giulia (+78%), in Umbria (+56%), in Piemonte (+52%), nelle Marche (+47%), in Trentino-Alto-Adige (+47%), in Emilia-Romagna (+46%), in Veneto (+45%), in Liguria (+44%), nel Lazio (+38%), in Lombardia (+35%), in Val d'Aosta (+32%), in Toscana (+35%), in Sardegna (+31%). Le variazioni più modeste si registrano nelle regioni del Sud: Sicilia (+4%), Puglia (+11%) e Calabria (+12%). La quota dei nuovi rapporti di lavoro full time sul totale dei nuovi rapporti registra un modestissimo incremento di 0,9 punti percentuali, passando dal 61,6% del 2014 al 62,5% del 2015. Nei primi dieci mesi del 2015 sono stati inoltre venduti oltre 91,8 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto allo stesso periodo del 2014 (54,8 milioni) del 67,6%, con punte del 98,5% in Sicilia. Rispetto al 2013 (32,4 milioni in 10 mesi) il dato è quasi triplicato.
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