Stabilità 2016, Piano Sud dagli sgravi 2017 al credito d’imposta, Ue permettendo

11 dicembre 2015 ore 11:06, Luca Lippi
Stabilità 2016, Piano Sud dagli sgravi 2017 al credito d’imposta, Ue permettendo
Prende forma il piano per il Sud che il Governo vuole inserire nella legge di Stabilità 2016, le due misure che compongono il pacchetto sono un credito d'imposta modulato in tre fasce, ciascuna con un tetto di spesa, e l'estensione di un anno della decontribuzione al 40% per i neoassunti , e sono contenute in un emendamento dell’Esecutivo alla manovra, attualmente all’esame della commissione Bilancio di Montecitorio. Il via libera definitivo alla legge dovrebbe arrivare entro il 23 dicembre, ultimo giorno utile prima delle ferie di Natale. Nel dettaglio si legge nella relazione tecnica che accompagna l’emendamento “si può stimare un valore degli investimenti agevolabili pari a un terzo degli investimenti al Sud per circa 4,167 miliardi di euro annui”. Sul fronte delle coperture, la misura viene finanziata con 617 milioni di euro l’anno, per totale di 2,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda il credito d’imposta dunque, questo è modulato secondo uno schema preciso:
- credito d’imposta del 10% per le grandi aziende su investimenti fino a 15 milioni di euro
- credito d’imposta del 15% per le medie imprese su investimenti fino a 5 milioni di euro
- credito d’imposta del 20% per le piccole aziende su investimenti fino a 1,5 milioni di euro

Riguardo il potenziamento degli sgravi per i neoassunti, è utile ricordare che questo è subordinato al via libera di Bruxelles e dipenderà dall’esito di una ricognizione sulle risorse disponibili del Fondo di rotazione fra quelle già destinate agli interventi del Pac (Piano di azione coesione), che dovrà essere effettuata entro il 31 marzo 2016. Per  le imprese di tutta Italia è già prevista la decontribuzione al 40% (per un biennio) sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato fatte nel 2016. Il nuovo emendamento del Governo contiene di fatto una proroga per le aziende meridionali, che potrebbero beneficiare di questa misura anche per le assunzioni effettuate nel 2017, con ulteriore aumento della quota di decontribuzione.
Si legge nella relazione tecnica che “entro il 31 marzo 2016” dovrà essere effettuata una “ricognizione delle risorse del fondo di rotazione già destinate agli interventi del Piano di azione coesione (Pac), non ancora oggetto di impegni giuridicamente vincolanti rispetto ai cronoprogrammi approvati” e “con Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri), adottato di concerto con il ministero dell'Economia e con il ministero del Lavoro, viene quantificato l'ammontare delle risorse disponibili in esito alla ricognizione” per disporre “l'utilizzo delle stesse per l'estensione alle assunzioni a tempo indeterminato dell'anno 2017 operanti nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna e alle medesime condizioni” degli sgravi di quest'anno, “eventualmente rimodulando la durata temporale e l'intensità dell'esonero in ragione delle risorse che si renderanno disponibili”. L'efficacia, si precisa nell'emendamento, “è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea”.

autore / Luca Lippi
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