Consulta va sbloccata: cordata Grasso-Boldrini-Colle per voto entro Capodanno

11 dicembre 2015 ore 16:13, Americo Mascarucci
Consulta va sbloccata: cordata Grasso-Boldrini-Colle per voto entro Capodanno
Lo stallo sulla Corte Costituzionale, con la mancata elezione dei tre giudici di nomina parlamentare è stato duramente stigmatizzato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero. L'appello del Capo dello Stato a fare presto e a garantire la piena funzionalità del supremo organo custode della Costituzione italiana, è stato prontamente raccolto e rilanciato dai presidenti dei due rami del Parlamento. 
"Condivido pienamente l'amarezza e le preoccupazioni del capo dello Stato - ha dichiarato il presidente del Senato Piero Grasso che si trova in visita ufficiale a Pechino - farò tutto quello che è nelle mie competenze per poter superare questa nefasta impasse"
Gli ha fatto sponda in Italia il presidente della Camera Laura Boldrini che ha rilanciato: "Ritengo che il Parlamento debba uscire dallo stallo, perché questa incapacità di trovare una soluzione e questa inconcludenza va tutta a discapito del Parlamento ed avalla la teoria di chi dice che le aule non sono all'altezza del loro compito".
In effetti è proprio questa la prima sensazione che si percepisce.

Tuttavia al momento non sembra che siano all'orizzonte passi avanti significativi. I parlamentari del Movimento 5Stelle si sono detti favorevoli a concorrere all'elezione dei tre giudici a patto che decadano le candidature dell'asse Renzi-Berlusconi-Alfano. 
Il candidato espressione dei centristi Giovanni Pitruzzella si è già ritirato, ma restano in campo Augusto Barbera del Pd e Francesco Paolo Sisto per Forza Italia. Soprattutto su quest'ultimo si fonda maggiormente l'opposizione dei 5Stelle sebbene dalle parti di Grillo abbiano fatto sapere che anche Barbera è opportuno faccia un passo indietro. 
Tuttavia se si togliesse Sisto, i pentastellati potrebbero anche digerire Barbera. Forza Italia però ha puntato i piedi ribadendo che Sisto resta il candidato degli azzurri e che non c'è nessuna intenzione di rimuoverlo per far contenti i 5stelle. 
Finora però gli azzurri non sono riusciti a convincere la Lega di Salvini ad abbandonare l'Aventino e difficilmente ci riusciranno ora che, dopo il successo di Marine Le Pen in Francia, il leader del Carroccio appare sempre più deciso a non scendere a compromessi, né ad avvallare in alcun caso gli accordi fra Renzi e Berlusconi. La situazione dunque è ferma, o meglio paralizzata. Il Pd tiene ferma la barra su Barbera e sull'accordo con Forza Italia e i centristi, chiudendo quindi per ora le porte all'ipotesi di accordo con i 5Stelle. Una posizione tuttavia che potrebbe cambiare se i forzisti, preso atto delle difficoltà di far votare Sisto, alla fine decidano di cambiare nome e magari puntare su un candidato meno indigesto ai grillini. Tutto è possibile, ma uno scenario del genere al momento sembrerebbe più relegato alla sezione fantapolitica. 
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