Leopolda anti-terrorismo: come cambia fin dal palco blindato per gli ex rottamatori

11 dicembre 2015 ore 19:35, Luca Lippi
Leopolda anti-terrorismo: come cambia fin dal palco blindato per gli ex rottamatori
Arsenico e vecchi merletti? Ma no, sarà la solita goliardica e festosa riunione di amici con un sogno nel cassetto (alla faccia del cassetto, è diventato Palazzo Chigi!), eppure qualcosa di diverso deve esserci, anche nello spirito, perché questa “Leopolda” giunta alla sesta edizione, nell’impianto scenico guarda al passato, ricorda, evoca. Forse si è perso lo spirito che era il motore, forse il giocattolo è diventato un congegno troppo complicato, e poi la rottamazione? Che senso ha un rottamatore o un pugno di rottamatori che voltano lo sguardo indietro? Che senso ha guardare le macerie? A meno che tutte queste macerie non ci sono! Ma spieghiamo a chi dopo sei anni ancora non ha capito cos’è “la Leopolda”; è l’incontro di un gruppo di rivoluzionari moderni, Renzi & Co., che hanno scelto come location la vecchia stazione ferroviaria di Firenze “Leopolda” da cui deriva il nome. La prima edizione della Leopolda è stata l'incontro “Prossima fermata Italia”, organizzato a novembre 2010 da Matteo Renzi e Pippo Civati, allora rispettivamente sindaco di Firenze e consigliere regionale lombardo,  dopo aver lanciato in estate la richiesta di un forte rinnovamento della classe dirigente del Partito Democratico, ragione per cui vengono soprannominati "rottamatori": Renzi e Civati organizzano l’evento invitando diversi amministratori, politici e professionisti, per lanciare l'attacco ai vertici del PD. Tra i partecipanti al convegno, che vide la partecipazione di 6 800 persone di diversa estrazione politica tra cui Debora Serracchiani e Ivan Scalfarotto. Dopo la separazione da Civati, Renzi ha proseguito annualmente l'organizzazione della convention: l'edizione del 2011, intitolata “Big Bang”, vide come braccio destro di Renzi Matteo Richetti, presidente del Consiglio regionale dell'Emilia Romagna; tra gli interventi dal palco, da segnalare Davide Faraone, allora consigliere comunale a Palermo, Giorgio Gori, Luigi Zingales, e i sindaci di Torino Sergio Chiamparino e di Reggio Emilia Graziano Delrio. L'obiettivo della Leopolda 2011 era quello di andare oltre il PD guidato da Bersani, chiedendo le primarie per scegliere il futuro candidato premier del centrosinistra, ruolo che per statuto spetterebbe automaticamente al segretario PD. Nel 2012 la Leopolda, con lo slogan “Viva l'Italia viva”, si svolge la settimana precedente alle primarie del centrosinistra in cui Renzi sta sfidando il segretario del PD Pier Luigi Bersani; in piena campagna elettorale, l'evento è organizzato in maniera "aggressiva": molto applauditi, in questa edizione, furono il finanziere Davide Serra e il giuslavorista Pietro Ichino. Anche la quarta Leopolda, nel 2013, ha luogo durante la campagna elettorale delle primarie, quelle per la leadership PD in cui Renzi sfida Cuperlo e Civati; l'edizione, condotta dalla deputata Maria Elena Boschi, è forse quella meno entusiasmante, perché l'esito delle primarie è già intuibile: un mese dopo, infatti, Renzi le vince nettamente. La quinta edizione della Leopolda si è tenuta a ottobre 2014, la prima con Renzi segretario PD e Presidente del Consiglio. Organizzata nuovamente da Maria Elena Boschi, ha visto alla conduzione quattro deputati PD: Edoardo Fanucci, Silvia Fregolent, Luigi Famiglietti e Lorenza Bonaccorsi.
Leopolda anti-terrorismo: come cambia fin dal palco blindato per gli ex rottamatori
Eccoci arrivati alla sesta edizione “Terra degli uomini”, quella che andrà in scena oggi, dall’11 al 13 dicembre, in scena perché questa edizione è un vero e proprio palco scenico sia negli sfondi sia per le presenza che sono ormai delle “stars”. Si era partiti in sordina con la prima Leopolda, oggi siamo a una studiata scenografia, Vecchie valigie, un timone, una scrivania con sopra una lampada e un mappamondo vintage, illuminazione studiata alla bisogna. La prima vera sorpresa  potrebbe essere l’apertura senza Renzi. Beninformati dicono che stasera il premier lascerà tutta la scena al ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, con l’autrice televisiva Simona Ercolani (moglie di Rondolino), regista di questa ‘Terra degli uomini’. Anche se i 300 volontari giurano che Matteo non potrà non esserci, il presidente del consiglio ha già fatto un passo indietro rispetto all’amico economista Alessandro Petretto (da sindaco suo assessore al Bilancio), in onore del quale stamattina si terrà il convegno ‘L’economia pubblica tra teoria e policy’ al polo universitario delle scienze sociali di Novoli. Prevista una manifestazione contro la ‘Buona scuola’ che Renzi, invece, porterà alla Lepolda per voce diretta di insegnanti precarie che, grazie alla riforma, hanno avuto una cattedra. Un esempio dell’efficacia del governo. Oggi è il giorno dei ricordi, la rottamazione (?) che ha consentito a Renzi di scardinare la vecchia politica e in pochi anni dare la scalata al Pd e poi a Palazzo Chigi. Stasera, dopo la cena fra amici che si ritrovano, scorreranno le immagini e suonerà la musica del trionfo, del “Sì, si pole”. Quanti ricordi! Quanti cambiamenti…mentre il mondo reale cambia veste. Differenze dalla prima (e le altre Leopolda) la sicurezza, prima di poter accedere alla kermesse, tutti gli ospiti dovranno passare attraverso i metal detector, mentre ieri le unità cinofile antiesplosivo hanno setacciato la Leopolda per operazioni di bonifica preventive.  Il dispositivo di sicurezza allestito sarà schierato in modo discreto ma avrà numeri massicci. Agenti in abiti civili, saranno posizionati dentro e fuori la struttura, pronti a intervenire in caso di necessità. Tutto pronto in città anche per fronteggiare eventuali manifestazioni improvvisate da parte di frange che potrebbero contestare l'evento. Altri agenti in tenuta antisommossa sono pronti a entrare in azione in qualsiasi momento e in qualsiasi punto di Firenze per controllare, ed eventualmente sedare, possibili cortei non autorizzati, in modo da proteggere la zona della convention da qualsiasi situazione di disturbo.
Pronti a intervenire i poliziotti della speciale squadra antiterrorismo addestrata specificamente a neutralizzare e disarmare persone potenzialmente ostili o pericolose. Nessun simbolo del Pd, sostituito sul palco con vecchie sedie e ventilatori, un salvagente, una sorta di libreria, l'ormai tradizionale lavagna…quante cose cambiate per non cambiare niente, o forse troppo. la corsa è troppo veloce per non avere individuato ancora la meta, perché qui non si parla più di un gruppo di ragazzi che vogliono cambiare il mondo, ormai i ragazzi guidano una macchina con milioni di italiani a bordo, senza benzina e senza una meta reale o realizzabile. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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