Stasi, per il criminologo Meluzzi: "Questione di perizia dei testi. E di prove sufficienti"

11 dicembre 2015 ore 15:16, Lucia Bigozzi
Stasi, per il criminologo Meluzzi: 'Questione di perizia dei testi. E di prove sufficienti'
“La parola-chiave del verdetto definitivo è: sufficiente. Tutto ruota attorno all’analisi e l’interpretazione delle prove scientifiche e, dal punto di vista mediatico-processuale, sull’assenza di tesi alternative che purtroppo, in una certa giustizia mediatizzata ha il suo peso”. Così Alessandro Meluzzi, psichiatra e crimonologo, legge l’omicidio di Garlasco nel giorno della sentenza della Cassazione nei confronti di Alberto Stasi. Nell’intervista a Intelligonews spiega le peculiarità di una vicenda che ha scioccato l’Italia. 

Delitto di Garlasco: Alberto Stasi due volte assolto, poi condannato a 16 anni nell’appello “bis” della Suprema Corte, davanti ai giudici della Cassazione per il verdetto definitivo. Quali sono le accuse a suo carico?

«Stasi è accusato di omicidio volontario premeditato della fidanzata Chiara Poggi ed è accusato di averlo fatto con un corpo contundente nella casa della ragazza con la simulazione della visita successiva e la richiesta di soccorso al 118 che, sempre secondo l’accusa, sarebbe avvenuta in maniera artata nella stessa mattina nella quale Stasi ha invece dichiarato di avere un alibi, cioè di aver lavorato davanti al suo computer. Eppoi c’è la perizia dei testi sull’impossibilità di percorrere le scale e il corridoio di casa senza avere tracce di sangue sulle scarpe. Questo è un processo che si è giocato molto sulle prove scientifiche diverse prodotte da tecnici. Ancora: c’è il problema del sangue sui pedali della bicicletta, elemento letto in maniera contrapposta dai tecnici dell’accusa e da quelli della difesa. E’ bene ricordare che la Corte di Cassazione non dà un giudizio di merito, bensì si pronuncia sulla attendibilità delle circostanze»

Quali sono gli elementi-cardine attorno ai quali ruota il verdetto definitivo? 

«Sull’analisi e l’interpretazione delle prove scientifiche e, dal punto di vista complessivamente mediatico-processuale, sull’assenza di tesi alternative che purtroppo, in una certa giustizia mediatizzata ha il suo peso. Assenza di tesi alternative che alla fine porta a dire: ma se non è stato lui, chi è stato? Sembra assurdo, ma nel contesto di una giustizia fortemente mediatizzata, diventa anch’esso un criterio»

Secondo lei Stasi è colpevole o innocente?

«Se la perizia dei testi è affidabile e dunque ha ragione, Stasi è colpevole; se la perizia dei testi è sbagliata, Stasi è innocente. Tutto si gioca sulla possibilità di percorrere quel tratto nella casa senza calpestare le tracce di sangue e delle tracce di sangue sui pedali della bicicletta. È sulla parola ‘sufficiente’ che si gioca tutta la questione. D’altronde, quando un processo raggiunge questo livello di mediatizzazione, qualcuno alla fine deve pagare di fronte a una madre che piange e pervicacemente chiede giustizia. Il punto è che oggi tendono a diventare sufficienti prove che in una giustizia meno mediatizzata sarebbero state considerate insufficienti»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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