Clima: Italia fuori dai primi dieci, vince la Danimarca

11 dicembre 2015 ore 18:54, Adriano Scianca
Clima: Italia fuori dai primi dieci, vince la Danimarca
Si poteva far peggio, ma pure molto meglio. Parliamo del piazzamento dell'Italia nella classifica stilata sulla performance climatica di 58 paesi del pianeta, realizzata in collaborazione con Legambiente per l'Italia, e presentato nel corso della Conferenza mondiale sul clima in corso a Parigi. Ebbene, il Belpaese resta fuori dalla top ten per un soffio, piazzandosi undicesimo, anche se va detto che la classifica è “viziata” dal fatto che le prime tre posizioni sono state volutamente non assegnate, dato che nessun paese ha davvero dato il massimo per contrastare il riscaldamento globale. Fatta questa premessa, al quarto (cioè, di fatto, al primo) posto si piazza la Danimarca, seguita da Regno Unito, Svezia, Belgio, Francia e Cipro. Il Marocco è al decimo posto. L'Italia, come detto, è undicesima, ma va detto che veniva da un sedicesimo posto. Al passo in avanti ha contribuito la considerevole riduzione delle emissioni (-16,1% nel 2013 rispetto al 1990) dovuta all'importante contributo delle rinnovabili (siamo al sesto posto per il trend di sviluppo delle fonti pulite) e dell'efficienza energetica combinato con la perdurante stagnazione economica. Ma l'Italia si piazza in fondo alla classifica (51esimo posto) per quanto riguarda le politiche nazionali per il clima. Stupisce il 22esimo piazzamento della Germania, che tuttavia era nella stessa posizione anche l'anno scorso. Male India, Stati Uniti e Cina, che però fanno progressi grazie ai significativi investimenti nel settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica degli ultimi anni, e quindi risalgono e si posizionano rispettivamente al 25/o, 34/o e 47/o posto. Il rapporto Germanwatch sulla performance di 58 paesi nella lotta ai cambiamenti climatici, "evidenzia un forte rallentamento della crescita delle emissioni globali di CO2, che ormai tendono a stabilizzarsi. Trend positivo - spiega Legambiente - dovuto al considerevole sviluppo delle rinnovabili, che nel 2014 hanno registrato il 59% della nuova potenza elettrica installata a livello globale superando, per la prima volta, la potenza combinata delle nuove installazioni di centrali fossili e nucleari".
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