I religiosi secondo il vangelo di Repubblica

11 febbraio 2014 ore 11:21, Americo Mascarucci
I religiosi secondo il vangelo di Repubblica
La maggioranza dei cattolici vuole preti sposati e donne sacerdote.
Evviva, abbiamo finalmente scoperto come rilanciare la Chiesa nel mondo. Ce lo ha comunicato, tanto per cambiare, Repubblica con un sondaggio pubblicato domenica scorsa, con il quale ci fa sapere che la dottrina della Chiesa è bene mandarla definitivamente in soffitta e che Francesco è considerato l’uomo giusto per rivoluzionare il magistero.   “Questi risultati sorprendenti – spiega Repubblica - emergono da un sondaggio condotto per Univision, la principale tv degli Stati Uniti in lingua spagnola, dall'azienda internazionale di consulenza Bendixen & Amandi, che in passato ha lavorato per Nazioni Unite, Banca Mondiale e Casa Bianca”. Un sondaggio che ha coinvolto dodici paesi del mondo a maggioranza cattolica. Per non spararla troppo grossa però, e non far nascere il sospetto che si sia tirata un po’ troppo la corda, Repubblica ci informa che i cattolici continuano ad essere contrari al riconoscimento delle unioni gay. Peccato, altrimenti il prossimo sinodo sulla famiglia, avrebbe potuto aprire alle nozze gay senza troppi scrupoli, magari con un colpo ad effetto, tipo la celebrazione sul campo di un matrimonio fra due uomini o due donne. Interessante apprendere ad esempio che i cattolici si sono stufati di essere diversi dagli anglicani e dai protestanti, e che anche loro desiderano trovare moglie ai preti e far celebrare l’Eucaristia alle donne. In fondo che volete che sia? Così almeno potremo far contenti i sacerdoti come don Alessandro Santoro che, a sentire lui, muore dalla voglia di sposarsi, mettere al mondo dei figli e nel contempo continuare a dire messa. E’ vero, il celibato sacerdotale non è un dogma e come ebbe a dire Bergoglio quando ancora non era stato eletto Papa, volendo si potrebbe pure cambiare. Ma è altrettanto vero che nella Chiesa cattolica il celibato ha sempre avuto un valore fondamentale e sacrale, il valore della rinuncia. Francesco, quando nell’ottobre scorso è andato in visita ad Assisi, questo concetto l’ha pure ribadito, anche se ovviamente tanti hanno preferito far finta di non sentire. Sulla piazza di Santa Maria degli Angeli, incontrando i giovani, il Papa ha ricordato l’importanza del celibato e della verginità come segno di amore verso il Signore. Un amore che si manifesta nella rinuncia stessa ad un qualcosa che deve riempire la nostra vita, affinché quel vuoto sia riempito unicamente da Cristo. Un sacerdote che chiede con insistenza di sposarsi dimostra di aver fallito la sua missione, non avendo trovato in Cristo la ragione della sua esistenza. E non può essere un buon sacerdote colui che ha bisogno di una moglie e di figli per riempire la sua vuota esistenza. Meglio che quella persona torni nel mondo, riconosca di aver fallito, perché un sacerdote sposato rischierebbe di rivelarsi inutile sia come prete, danneggiando la comunità pastorale chiamata ad amministrare, che come marito e come padre. Quanto alle donne prete, ci sarà un motivo se Gesù ha scelto come apostoli soltanto degli uomini. E non perché disprezzasse le donne (fu proprio a queste che si rivelò per primo dopo la resurrezione) ma perché diverso doveva essere il loro ruolo nella Chiesa. Il ruolo della testimonianza che nel corso dei secoli si è manifestato attraverso diversi e straordinari esempi di santità femminile. Nessuno vuole togliere a Scalfari e a Repubblica il diritto di esprimere giudizi sulla Chiesa ed impartire suggerimenti al Papa, ma la Chiesa non può correre dietro ai sondaggi, autorevoli quanto vi pare, facendosi condizionare dagli umori del momento, anche se certi umori sono percepiti (ma sarà davvero così?) dalla maggioranza dei cattolici nel mondo. Fino a prova contraria il cammino della Chiesa è ben indicato nei quattro vangeli ufficiali, quelli di Matteo, di Marco, Luca e Giovanni e i vangeli sono stati scritti e tramandati perché la Chiesa conservi per sempre la memoria dei fatti restando fedele in eterno agli insegnamenti di Gesù. Indipendentemente dalle mode e dai costumi del tempo. Almeno fino a quando non sarà pubblicato e riconosciuto come sinottico anche un quinto vangelo, il vangelo secondo Scalfari. Che per il momento non ha avuto nemmeno l’onore di rientrare nella categoria degli apocrifi, nonostante gli sforzi che il fondatore di Repubblica mette in atto da anni per elevarsi a dialogare con Dio. Per il momento è riuscito ad intervistare il Papa e chissà che con qualche buona raccomandazione non possa arrivare finalmente alle sfere più alte, le sfere celesti. Auguriamogli di riuscirci.  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]