Senato, Grasso che "cola" sulle unioni civili: il primo voto passa spianato dal Presidente

11 febbraio 2016 ore 9:42, Americo Mascarucci
Senato, Grasso che 'cola' sulle unioni civili: il primo voto passa spianato dal Presidente
Si infuoca lo scontro nel Partito Democrastico sul Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili.
Giornata di convulse trattative quella di ieri con il capogruppo al Senato Luigi Zanda costretto a mediare con i cattodem che hanno chiesto la libertà di coscienza su una decina di emendamenti al testo.
Ma l'orientamento del Pd è quello di lasciare questa autonomia soltanto su tre emendamenti fra cui quello presentato da Stefano Lepri e sottoscritto da trentasette senatori che sostituisce la stepchild adoption con l'affido rafforzato (una forma di affido straordinario per le coppie gay da disporre su decisione di un giudice tutelare), quello di Cecilia Guerra che attribuisce adozione piena alle unioni civili e quello di Donella Mattesini relativo alle norme di legge applicabili alle convivenze di fatto. Alla fine passa la linea Zanda.
Tuttavia i cattolici restano sulle loro posizioni e hanno chiesto di convocare una nuova assemblea per discutere l'eventualità di poter ampliare la libertà di coscienza anche su altri emendamenti ritenuti "sensibili". 

Intanto ieri l'aula del Senato ha respinto la richiesta presentata da Gaetano Quagliariello e Roberto Calderoli di rinviare il testo in commissione e di non procedere quindi all'esame del ddl. Hanno votato contro 195 senatori, a favore 101, 1 astenuto.
Quagliariello e Calderoli  avevano chiesto il voto segreto ma il presidente del Senato Piero Grasso non l'ha concesso.
"Il tema - spiega Grasso - rientra non tanto nella sfera di applicazione degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione quanto nell'ambito di applicazione dell'articolo 2 della Costituzione, in base al quale la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità". Dunque non sussisterebbe a detta di Grasso ragioni di sensibilità tali da richiedere la segretezza del voto. 
Le opposizioni hanno accusato Grasso di "parzialità".
Intanto il minsitro della Giustizia Andrea Orlando, assicura che "Il governo non esprimerà valutazione politica sul ddl, ma solo una valutazione tecnica su alcune proposte di modifica quando palesemente non conformi alla giurisprudenza europea e costituzionale". 



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