Unioni civili, Giovanardi: “Appena uscito dalla Corte Costituzionale: c'è un conflitto di attribuzione"

11 febbraio 2016 ore 11:46, Marco Guerra
“Siamo appena usciti dalla Corte Costituzionale dove abbiamo presentato un ricorso per conflitto di attribuzione. Grasso non può negare che il testo sulle unioni civili si riferisca all'articolo della costituzione sul matrimonio!”.  Si acuisce lo scontro tra Carlo Giovanardi è il presidente del Senato Pietro Grasso, dopo che quest’ultimo ieri ha negato il voto segreto sul ritorno in commissione del ddl Cirinnà perché il testo non si riferirebbe al matrimonio. IntelligoNews ha raccolto il commento di Carlo Giovanardi che punta il dito anche contro Sanremo “diventato uno strumento di propaganda pagato dai cittadini italiani”.  

Allora ieri si scontrato duramente con il presidente del senato Grasso, il dibattito parlamentare sul Cirinnà si è tramutato subito in un Vietnam?  

“La giornata di ieri è stata molto triste per il Senato, perché se il Presidente Grasso avesse portato a processo Caio dopo aver fatto l’istruttoria su Tizio voi che si sarebbe detto? Per noi lui ha portato in Aula un provvedimento che la Commissione non ha mai visto, quindi un nuovo provvedimento. Tant’è che ora sono reduce dalla Corte Costituzionale dove abbiamo presentato un ricorso per conflitto di attribuzione firmato da 51 senatori. Già contestiamo la lesione dell’articolo 72 della Costituzione, che prevede che un ddl sia prima esaminato dalla Commissione competente . Quindi già c’è questa incredibile violazione delle procedure parlamentari, poi Grasso ieri ha negato che il ddl che stiamo discutendo ha a che fare con l'articolo 29 dalle Costituzione che si riferisce al matrimonio”. 

Unioni civili, Giovanardi: “Appena uscito dalla Corte Costituzionale: c'è un conflitto di attribuzione'
Quindi Grasso ha sostanzialmente negato che il ddl Cirinnà si occupa di materie inerenti l’istituto matrimoniale?  

“Certo, è questo il problema. E consideri che ci sono sei presidenti emeriti della Consulta, di altissimo livello giuridico, che sono intervenuti dicendo che il testo presentato in Aula si sovrappone al matrimonio; è un matrimonio con un nome diverso, ma Grasso ha impedito il voto segreto dicendo che in questo testo di legge non c’è alcun riferimento al matrimonio. Una vera è propria truffa politica. È un albero di mele, con radici del melo, che produce mele ma io lo chiamo pera e quindi affermo che è una cosa diversa. E come se non bastasse si profila pure questo maxi-emendamento che se passasse farebbe cadere tutti gli altri emendamenti e farebbe approvare tutto il testo senza che sia avvenuta la minima discussione”. 

Sta parlando del canguro?  

“Sì, il maxi-emendamento canguro profila una situazione grave: il provvedimento non è mai stato discusso in Commissione, sono stati impediti i voti segreti e, se va avanti così, tramite questo la maggioranza preclude qualsiasi discussione sui singoli articoli anche in Aula al Senato. Soprattutto per la stepchild adoption sarebbe un’ipotesi drammatica. Il primo emendamento, quello presentato da Marcucci, se passa spazza via ogni voto e discussione”.  

Ma non c’era un patto tra gentiluomini che prevedeva il ritiro del canguro e dei mille emendamenti della Lega? 

“Ma io non so chi l’abbia sottoscritto questo patto, probabilmente esiste questa volontà, ma non ho la sfera di cristallo, certo alla luce di quello che si è visto in questi due giorni c’è da essere preoccupati”.   

Ma anche fra i cattolici di area dem non c’è alcuna intensione di votare il testo con la stepchild adoption, anzi chiedono di allargare la questione di coscienza anche su altri emendamenti…. 

“Finora hanno votato tutti compatti insieme al resto del partito e al Movimento 5 stelle, quindi vedremo come si comporteranno nei prossimi giorni”. 

Invece del Sanremo tutto pro-Lgbt che mi dice? 

“Non l’ho visto né ieri sera, né l’altro ieri. C’è comunque un problema della tv di Stato. Una tv privata fa quello che vuole. Ma se io sono obbligato a pagare il canone pretendo che il servizio televisivo di Stato sia  imparziale. Ripeto io non ho visto le prime due serate, ma se è vero quello che mi raccontano anche Sanremo  è diventato un palcoscenico di propaganda politica e questo è ancora di più inaccettabile, ora che hanno messo il canone il bolletta a tutti gli italiani”.  
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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