Ada Satragni a corto di pazienti a Cogne: sul futuro decide il giudice della Franzoni

11 febbraio 2016 ore 12:02, Lucia Bigozzi
Ricordate Ada Satragni, il medico di Cogne? Il suo nome all’epoca fu molto citato dalle cronache giornalistiche che raccontavano l’uccisione del piccolo Samuele nella villetta del piccolo paese della Valle D’Aosta. La Satragni era il medico-psichiatra che per primo intervenne sul luogo del delitto e che diagnosticò al piccolo un possibile aneurisma cerebrale. Oggi le cronache tornano a parlare di lei ma per motivi legati alla nuova legge regionale che riforma, rivede e ottimizza la distribuzione di medici di base sulla scorta del numero di pazienti che seguono. Nel caso in questione, la dottoressa si è vista revocare da parte dell’Usl della Valle d’Aosta la convenzione con un motivo che, evidentemente, non ha gradito tanto da presentare un ricorso di urgenza al Tribunale: pochi pazienti. Si tratta di una nuova “regola” contenuta nella delibera dell’Azienda sanitaria locale che scatterà a partire da sabato. In sostanza, per l’azienda sanitaria la dottoressa che a Cogne assiste 275 pazienti, non raggiunge il numero minimo di 300 fissato per il mantenimento della convenzione e di conseguenza non può più essere un medico di famiglia.

Ada Satragni a corto di pazienti a Cogne: sul futuro decide il giudice della Franzoni
 Ma la Satragni non ci sta: “Sono la stessa di 16 anni fa” ha dichiarato dopo l’udienza davanti al giudice del Tribunale del lavoro di Aosta. Non ha voluto aggiungere altro se non un lapidario “rispondo soltanto nelle sedi istituzionali. Il dossier aperto dal medico che contesta le disposizioni della Azienda sanitaria della Valle d’Aosta e della giunta regionale, è stato aperto e discusso davanti al giudice Eugenio Gramola. E anche qui le coincidenze non mancano con il delitto di Cogne, perché proprio Gramola che nel 2004 era Gup, fu il magistrato che condanno in primo grado la madre del piccolo Samuele, Anna Maria Franzoni a 30 anni di carcere per l’omicidio del figlio. Tornando alla vicenda della dottoressa “con pochi pazienti” come sostiene l’Asl, l’udienza è stata un passaggio interlocutorio e una nuova data è stata fissata: “Si è trattato di un’udienza interlocutoria, ce ne sarà un’altra” ha spiegato Roberto Gatti, avvocato della Satragni. Il giudice Gramola adesso valuterà se assumere un provvedimento cautelare, sospendendo eventualmente l’efficacia della delibera dell'Usl, oppure se assumere altre determinazioni. Per ora, resta il braccio di ferro tra la dottoressa e l’Azienda sanitaria. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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