Guerra "fredda" tra Nato e Russia: il dramma in Siria è colpa di Putin?

11 febbraio 2016 ore 12:27, Lucia Bigozzi
Nervi tesi tra Russia e Stati Uniti sul dossier Siria. La miccia che ha scatenato scintille è stata l’affermazione del segretario Nato Jens Stoltenberg secondo cui il precipitare della situazione in Siria è determinato dalla “presenza militare russa”, ovvero dai raid aerei anti-Isis che la Nato considera “per lo più rivolti contro i gruppi dell’opposizione” al governo del presidente Assad. La replica delle autorità russe non si è fatta attendere. Il generale Igor Konashenkov, esponente del ministero della Difesa di Mosca, non ha usato giri di parole sottolineando che “la crisi in Siria non viene alimentata dalle attività dell’Aviazione russa, ma dalle azioni dei Paesi della Nato, che hanno fomentato il caos”. Non solo ma il generale russo ha rincarato la dose sostenendo che semmai è proprio grazie all’intervento della Russia coi raid aerei se “in pochi mesi i siriani preso fiducia sul fatto che sia possibile combattere ed eliminare il terrorismo internazionale nel loro Paese e di conseguenza hanno iniziato a pensare al futuro. Stoltenberg dice una sciocchezza”. Quindi il nuovo affondo indirizzato ai vertici della Nato: “Responsabili dell’instabilità nella regione sono le operazioni spericolate dei Paesi della Nato: per quasi tre anni, prima dell’arrivo dei militari russi, hanno combattuto il terrorismo per finta. Ora che, invece, le operazioni congiunte russo-siriane stanno portando all’annientamento dei terroristi e alla liberazione della città di Aleppo, come indicato anche da fonti nordamericane, la Nato e i Paesi occidentali si preoccupano”. 

Guerra 'fredda' tra Nato e Russia: il dramma in Siria è colpa di Putin?
Ma la Russia punta l’indice anche sul fatto che ad oggi nessuno “in Occidente ha parlato di trattative in Siria”, e il fatto che non ci sia la volontà di avviare negoziati di pace, dalla prospettiva russa comporta la “disgregazione definitiva secondo lo scenario della Libia, dove la Nato ha stabilito la ‘democrazia’ sul modello occidentale”. Il risiko sulla Siria si fa sempre più complicato. E la tensione sale alle stelle tra Russia e Usa che sullo scacchiere infuocato del Medio Oriente si stanno giocando la partita più importante. Questo vale non tanto per Obama ormai a fine mandato, ma per il candidato alla Casa Bianca che uscirà dalle primarie dei democratici; ma vale anche per Vladimir Putin che tra il braccio di ferro con Erdogan e quello con Washington sta camminando su un pericoloso filo di lana. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]