Cacciari: "Ratzinger tre anni dopo? Il passato, Francesco è un'altra cosa"

11 febbraio 2016 ore 16:36, Andrea De Angelis
Tre anni fa, esattamente l'11 febbraio 2013, Benedetto XVI a sorpresa annunciava l'intenzione di lasciare il pontificato fissando al successivo 28 febbraio la data della sua uscita di scena. Un evento epocale che ha portato poi al conclave del mese successivo, con la fumata bianca arrivata il 13 marzo. 
IntelligoNews ne ha parlato con il filosofo Massimo Cacciari...

Cacciari: 'Ratzinger tre anni dopo? Il passato, Francesco è un'altra cosa'
Il filosofo Cacciari come ricorda tre anni dopo il teologo Ratzinger e i suoi otto anni di pontificato?
"Una figura importante della teologia del Novecento ed è complicato ricordarne i tanti contributi, ma credo che la sua figura sia più memorabile come teologo che come pontefice se non per il suo gesto clamoroso e assolutamente epocale delle dimissioni. Non credo che verrà ricordato per altro relativo a quegli otto anni".

Benedetto XVI affermò che la libertà religiosa era minata da due tendenze opposte: laicismo e fondamentalismo. Come legge oggi quelle parole?
"La scoperta dell'acqua calda, non è certo lì che troviamo qualche contributo innovativo da un punto di visto teorico e teologico. La fede religiosa è sempre minacciata dal cadere in un compromesso nel mondo e riportare contraddizione o spada e dall'altra parte dal settarismo e dal fondamentalismo che generano violenza e guerra. Qualunque fede religiosa, che non sia forse qualche religiosità di tipo orientale che però è religione per modo di dire, ha queste caratteristiche. Nessuna è esente da questo pericolo". 

Dire però che lo ricorderemo solo per le sue dimissioni è altra cosa. 
"Non ha certo riformato la Chiesa e lo dimostra l'azione di Francesco! Questa riforma non l'aveva fatta Ratzinger, per me questo è chiaro. Lo considero un importante teologo che passerà alla storia della Chiesa per il suo clamoroso gesto, che però significa anche una sua impotenza a riformare la Chiesa in modo davvero efficace". 

Suscitò molto rumore il suo intervento sulla difesa del matrimonio, quando disse che i tentativi di rendere il matrimonio fra uomo e donna giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione sono una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace. Come suona questa frase nel dibattito odierno in Italia?
"La sua impostazione è molto tradizionale dal punto di vista etico come lo era quella di Giovanni Paolo II. Un'impostazione completamente diversa da quella del gesuita Bergoglio, lo si sa. Nella Chiesa non ci sono mai state posizioni omogenee in merito a qualsiasi tipo di problema ed è sempre difficile discernere la diversità di visione delle cose da una diversità di tipo teologico e dogmatico. La differenza è labile e opinabile. Certamente Ratzinger rappresenta un momento della Chiesa e della teologia completamente diverso da quello di Bergoglio, non c'è dubbio alcuno"



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