Crisi banche: chi prende i soldi in prestito e non li restituisce?

11 febbraio 2016 ore 16:23, Luca Lippi
201 miliardi di sofferenze e 150 miliardi di crediti incagliati, sono i soldi che le banche hanno concesso in prestito e non sono mai stati restituiti, una voragine pari al 16% dell’intero debito pubblico, e il rischio più grande è che questa voragine potrebbe inghiottire i risparmi degli italiani. In realtà, seppure abbiamo assistito al fallimento delle note quattro banche, è piuttosto complicato ipotizzare che possano ripetersi casi simili se non in realtà locali e strettamente legate al territorio.
Il problema si è formato nel momento in cui i titoli di stato andati a rendimenti negativi, hanno fatto dirottare il risparmio sui titoli bancari, obbligazioni nello specifico, tanto per non discostarsi troppo dall’investimento tradizionale. 237,5 miliardi di euro sono il complessivo investito dai risparmiatori in obbligazioni bancarie, soldi che col bail-in potrebbero andare in fumo, nei fatti perché questo accada dovrebbe saltare il sistema.

Crisi banche: chi prende i soldi in prestito e non li restituisce?
Secondo Mauro Novelli segretario nazionale di Adusbef, l’allarme è esagerato: “In realtà le banche italiane hanno già accantonato nel corso degli anni somme che coprono circa l’80% delle sofferenze (cioè dei crediti inesigibili per la provata incapacità a restituirli del debitore) che dunque si riducono a circa 40 miliardi di euro, tutti conferibili alle presunte “Bad Bank” o istituzione equivalente. Il problema più grande semmai sarebbero i crediti incagliati che sono tali per una temporanea difficoltà economica del debitore. Poiché la statistica dice che il 99% dei crediti incagliati si trasforma nel giro di qualche anno in sofferenze allora è comprensibile sospettare che a breve ci saranno nuove puntate e nuove crisi bancarie.
Chi sono gli italiani che hanno preso tutta questa montagna di denaro e non l’ha mai restituita? Ci affidiamo a uno studio di Unimpresa che ha esaminato i dati di Bankitalia, in sostanza al 2,63% dei debitori fa capo il 70,35% delle sofferenze bancarie. Che significa? Significa che chi prende piccoli prestiti è sempre scrupolosa nel restituire capitale e interessi, il problema sono i “grandi debitori” che non rendono mai neanche il capitale perché spesso l’operazione nasce “acefala”, si chiama gestione clientelare del credito. In questi casi è più che giusto il fallimento delle aziende di credito così generose nella concessione di certi crediti, poi il resto è nella sfera di esercizio della Magistratura.
Intanto la storia della Bad Bank si è rivelata solamente una favola; peccato perché la banca cattiva col potere di salvare qualcosa di buono con qualcosa di cattivo è un meccanismo complicato ma non del tutto sbagliato. Si procederà con le solite cartolarizzazioni, trasformazione in un titolo vendibile un debito, le garanzie statali ci saranno (come è giusto che sia) solo con rischi ridotti al minimo e in capo a banche particolarmente solide, in una parola, finisce l’era degli istituti di credito piccoli e localizzati, forse è finalmente la soluzione alla stabilizzazione del sistema.

autore / Luca Lippi
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