Sanremo, Concia: "I Pooh? Limonavo coi loro dischi. Indossino il braccialetto Rainbow"

11 febbraio 2016 ore 16:43, Lucia Bigozzi
“I Pooh sono il mio mito, a Sanremo vorrei indossassero il braccialetto Rainbow e se volessero anche dire una cosa, sarei felice…”. E’ il desiderio che Paola Concia, da sempre in prima linea per i diritti Lgtb, affida al piccione viaggiatore o se preferite alla bottiglia nel mare, con destinazione Sanremo dove stasera la storica band suggellerà la propria “reunion”. Nella conversazione con Intelligonews, commenta il caso Portogallo per poi finire su quello del consigliere leghista ligure. 

Dopo Elton John e Ramazzotti tra i tanti artisti che sostengono la vostra battaglia, stasera a Sanremo sono di scena i Pooh. Cosa si aspetta?

«I Pooh sono la mia adolescenza: mi basterebbe indossassero il braccialetto Rainbow e se poi volessero dire anche una cosa, sarei molto felice come tutte le donne della mia età. Ho amato i Pooh e limonavo coi loro dischi durante le feste che facevamo da adolescenti: da “Piccola Ketty” a “Tanta voglia di lei”».

Il cattolicissimo Portogallo ha approvato a maggioranza la legge sulle adozioni gay, aggirando il veto presidenziale. Come commenta? E l’Italia?

«Dico: viva il Portogallo! Tutti i Paesi affrontano i cambiamenti e li fanno con solerzia. Ci auguriamo di far parte dei Paesi moderni che vanno in quella direzione. Sono felice per i portoghesi: io andai in Portogallo per un convegno e un incontro con il relatore della legge sui matrimoni omosessuali quando fu approvata. Si tratta di un ulteriore passo in avanti. In Italia? Con un po’ di fatica, ma ce la faremo»

Nel Pd sembra riprendere piede l’idea del “super-canguro” dopochè è saltato il patto con la Lega sul ritiro dei cinquemila emendamenti. E’ un modo per velocizzare l’approvazione della legge o un modo poco democratico di procedere?

«Non è ancora detto che ci sarà. Non c’è niente di definito, stanno ancora discutendo e ci sono alcuni giorni davanti, prima di martedì prossimo. C’è una mediazione, come è giusto che sia, lasciamo lavorare i senatori e vediamo di portare a casa la legge»

Cosa risponde al consigliere regionale ligure della Lega che secondo le cronache giornalistiche ha detto che “se avesse avuto un figlio gay lo brucerebbe nel forno”?

«Se lo ha detto veramente, è un degno esponente della famiglia tradizionale. Pauraaaa….».
autore / Lucia Bigozzi
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