Le parole della settimana: nascita, morte, coma

11 gennaio 2014 ore 12:37, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: nascita, morte, coma
La settimana si apre con questa notizia: è morta Carolina, la donna che ha partorito in coma. In un’unica, asettica, frase della cronaca coabitano parole che ci sbalzano agli estremi dell’esistenza: la morte, la nascita e quella disperata situazione nella quale l’essere umano è tenuto in un crudele equilibrio tra i due estremi, il coma: parola che deriva dal greco antico, dove koma significa semplicemente sonno.
La cronaca ci racconta che Carolina, dopo di aver retto per quattro mesi di coma la fatica sovrumana di portare in grembo la sua bambina che si stava formando, ha trovato la forza di espellerla da sé, dal suo corpo ormai preda della morte, di lanciarla nella vita, e solo allora si è arresa a quel proiettile vigliacco che in una sera d’estate l’aveva assurdamente colpita. Ma questa non è che una semplice, povera notizia di cronaca che trova il suo spazio a pagina venti del Grande Quotidiano, nello stesso giorno in cui la prima pagina ci racconta ben altro: Renzi strappa, Fassina lascia e Palazzo Chigi prende tempo. Nello stesso giorno, un’altra notizia, di quelle che non meritano la prima pagina, si guadagna comunque una buona posizione nel Grande Quotidiano: pagina sette. La notizia è questa: papa Francesco afferma che i figli di coppie gay o di genitori separati pongono sfide educative nuove alla Chiesa, che “deve interrogarsi su come annunciare Gesù Cristo a una società che cambia”. Francesco rompe tutti i tabù di un diplomatico ed evasivo approccio al problema, finora tanto diffuso tra le autorità del mondo cattolico, capaci di evitare situazioni così apertamente in conflitto con la dottrina ufficiale; situazioni fatte pur sempre di esseri umani cui non può essere negato l’annuncio di Gesù Cristo. Francesco insiste: “Come annunciare Cristo a una generazione che cambia? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede.” Pochi giorni prima aveva invitato i suoi confratelli gesuiti ad essere persone “dal pensiero incompleto, dal pensiero aperto.” E poi ancora ad “avere gli stessi sentimenti di Cristo”; perché “il cuore di Cristo è il cuore di un Dio che per amore si è svuotato”; e ancora a conservare “l’inquietudine della ricerca”. Ma cosa sta sucedendo? Questo è un papa? Ma se parla come tanti che in secoli passati hanno rischiato, o si sono giocati, la pelle per far capire cose come queste ai papi! Sembra che il sale di sant’Ignazio stia fiorendo in frutti meravigliosi... Beh, non esageriamo, in fondo è solo una notizia di pagina sette, recuperiamo la prima pagina, dove ci sono le notizie che contano: Renzi strappa, Fassina lascia, Palazzo Chigi prende tempo...  
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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