AN: continua la lotta intestina tra pesci in faccia e carte bollate

11 gennaio 2014 ore 11:15, Americo Mascarucci
AN: continua la lotta intestina tra pesci in faccia e carte bollate
Prosegue la lite fra le varie anime dell’ex Alleanza Nazionale per ciò che concerne l’uso del simbolo. Il 14 dicembre scorso, l’assemblea della Fondazione An, già al centro di un’inchiesta giudiziaria scaturita da un esposto presentato dall’ex segretaria particolare di Gianfranco Fini, Rita Marino, contro gli amministratori accusati di mala gestione, ha dato via libera fra le proteste all’utilizzo del simbolo da parte dei Fratelli d’Italia. Decisione che è stata ratificata dal consiglio d’amministrazione con il voto favorevole di otto membri su quindici. Il partito di Giorgia Meloni sarà ora libero di utilizzare totalmente, o soltanto in parte, il logo di An, oppure di non usarlo affatto.
AN: continua la lotta intestina tra pesci in faccia e carte bollate
AN: continua la lotta intestina tra pesci in faccia e carte bollate
Contro il voto dell’assemblea si sono espressi i berlusconiani Gasparri e Matteoli
contrari a che il simbolo possa essere riesumato in favore di una singola forza politica; anche i fautori del ritorno in campo di An , i vari Storace, Menia, Bonfiglio, Poli Bortone, sono sul piede di guerra convinti che non si possa appaltare la storia di un popolo a chi, come il trio Meloni, La Russa, Alemanno ha scelto di chiudere quell’esperienza politica trasferendosi con Berlusconi nel Pdl. Fatto sta che sono pronti, da una parte come dall’altra, i ricorsi in tribunale per invalidare la decisione scaturita dall’assemblea e ratificata dal cda. Secondo Storace, Poli Bortone e company, la Fondazione non avrebbe alcuna titolarità a concedere l’uso del simbolo, visto che il diritto di disporne non è stato mai ufficialmente sancito dal Ministero dello Sviluppo Economico. Quindi il voto dell’assemblea sarebbe di fatto illegittimo e come tale da annullare. Un voto che, a detta di Gasparri e company, andrebbe annullato anche in virtù della scarsa affluenza di soci all’assemblea del 14 dicembre, alla quale avrebbero partecipato poco più di duecento persone su oltre seicento aventi diritto. Insomma i cavilli giuridici e burocratici cui aggrapparsi per tentare di invalidare l’assemblea non mancano, ed ora starà ai giudici valutarne l’effettiva consistenza.
AN: continua la lotta intestina tra pesci in faccia e carte bollate
I Fratelli d’Italia nel frattempo, in attesa degli eventi, stanno valutando se e come utilizzare il simbolo di An alle prossime elezioni europee nella speranza che possa fungere da valore aggiunto. Gli ultimi sondaggi non sarebbero molto incoraggianti, visto che Meloni e company continuano a stazionare intorno al 2%. La notizia del possibile uso del vecchio logo An non sembra aver spostato di molto il consenso nei confronti del movimento. La concorrenza a destra per altro non manca e dopo quanto accaduto appare sempre più improbabile un avvicinamento con Storace e company. Addirittura secondo indiscrezioni, Gianni Alemanno verrebbe dirottato nella circoscrizione del sud Italia, dove i Fratelli contano molto sul consenso della Calabria, in maniera da lasciare campo libero nel centro Italia all’uscente Marco Scurria fedelissimo di Fabio Rampelli e della Meloni.Intanto in attesa di definire le strategie in ambito politico, gli elettori assistono sempre più rammaricati allo spettacolo di una destra ridotta a brandelli, dove i pesci in faccia e le carte bollate sembrano ormai rimaste le uniche armi di un confronto senza più finalità ed intenti nobili, ma basato unicamente sulla smania di prevalere sugli altri impedendone il successo. E’ anche grazie a questi giochi di basso profilo se Matteo Renzi è oggi in grado di intercettare il consenso anche a destra, dove manca un leader e non esiste un progetto politico che possa consentire agli ex An una completa autonomia dal berlusconismo.
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