Cimitero in mare aperto in Salento: trovata una donna, altri 7 migranti dispersi

11 gennaio 2016 ore 11:13, intelligo
Come un tragico bollettino di guerra. Ormai è questa la sintesi di quello che accade nei nostri mari, trasformati in una sorta di cimitero a cielo aperto dove le vittime sono i migranti che non ce la fanno a mettersi in salvo, a realizzare il sogno di una vita migliore, lontano da guerre, fame, miseria, persecuzioni. I migranti continuano a morire in mare come testimonia l’ennesima tragedia accaduta davanti alle coste salentine. I soliti scafisti-mercanti di esseri umani, avrebbero dovuto scaricare il “carico” di persone in cerca di salvezza, prima di allontanarsi a bordo di un natante. Persone come numeri, considerati nient’altro che un portafogli dal quale rubare il denaro e poi gettare via. I migranti che i mezzi di soccorso (impegnati nel monitoraggio delle acque italiane proprio per aiutare i barconi in difficoltà) stanno ancora cercando (magari con la speranza di salvare chi ancora può essere vivo) sono una decina. Per il momento il mare ha restituito solo il corpo di una donna, ritrovato sulla spiaggia di Marina di Felloniche, in provincia di Lecce, non lontano da Marina di Novaglie, uno dei punti dello sbarco nella notte di 40 migranti. 

Cimitero in mare aperto in Salento: trovata una donna, altri 7 migranti dispersi
Gli uomini del soccorso stanno cercando altre tre o quattro donne e in particolare una di loro che, secondo le testimonianze di alcuni migranti, era in difficoltà in quanto non sapeva nuotare. Le donne farebbero parte di un gruppo di migranti di origine somala scaricati nella notte dagli scafisti che avrebbero poi ripreso il mare a bordo di una barca dove avrebbero viaggiato 40 migranti, tra cui 21 donne e un minorenne. Tre i punti in cui ieri notte sarebbe avvenuto lo sbarco in mare: Marina di Novaglie dove un primo gruppo di migranti è stato rintracciato sugli scogli, poi a Leuca e a Felloniche dove, invece, i migranti sono stati individuati lungo la strada. Durante i soccorsi che hanno impegnato gli uomini della Capitaneria di porto, insieme a carabinieri e sommozzatori dei Vigili del Fuoco, un uomo è stato recuperato in mare in stato di ipotermia. Ora è ricoverato all’ospedale di Tricase insieme a una donna, compagna del terribile viaggio. 

autore / intelligo
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