Unioni civili, la famiglia D'Auria dà scacco matto alla contraddizione di Renzi sul Family Day

11 gennaio 2016 ore 12:04, Andrea De Angelis
"Posso fare il nome? Beh, sì, insomma: Matteo Renzi, all’epoca presidente della Provincia di Firenze, disse di sentirsi idealmente in piazza con noi... Mentre adesso, poverino, è in così evidente imbarazzo...". A dirlo non è un politico del Nuovo Centrodestra, neanche un esponente di una qualsivoglia opposizione al Governo. A parlare al Corriere della Sera è Claudio D'Auria, cattolicissimo cinquantatreenne e sempre in piazza con la sua famiglia per il Family Day, compreso quello dello scorso 20 giugno che stupì l'opinione pubblica per la vasta partecipazione, sicuramente al di là delle più rosee previsioni. 

Il riferimento, proprio in chiusura d'intervista, è al Family Day del 2007, quando, secondo D'Auria, anche Renzi manifestò la sua solidarietà ai partecipanti. Una scelta diversa da quella della scorsa estate che vide numerose realtà, compreso l'atteggiamento dei vescovi definito "gelido" da D'Auria, contrapporsi a quella piazza. 
L'incontro tra Roncone del Corriere e la famiglia D'Auria (cinque figli) è stato organizzato da Massimo Gandolfini, neuropsichiatra, presidente dell’associazione medici cattolici della Lombardia e portavoce del comitato «Difendiamo i nostri figli», che ha promosso il Family Day dello scorso 20 giugno e che sta organizzando, sempre qui a Roma, anche il prossimo («Salvo imprevisti, confermo la data del 30 gennaio», ha detto al quotidiano). 
Unioni civili, la famiglia D'Auria dà scacco matto alla contraddizione di Renzi sul Family Day
D'Auria non nasconde la sua identità, anzi: "Ci siamo sposati in tre: io, Antonella e Gesù Cristo. Quindi è stato inevitabile affidarsi alla sua volontà... Sono venuti cinque figli, ma frequentiamo famiglie che ne hanno avuti in dono sette o anche dieci. Noi, a parte il piccolo Stefano che sta per ricevere il sacramento della Cresima, partecipiamo tutti al Cammino Neocatecumenale, il sabato sera andiamo alla Santa Messa e poi, la domenica mattina, ci mettiamo intorno a questo tavolo che diventa altare, cantiamo i salmi con Davide che ci accompagna alla chitarra e quindi leggiamo il Vangelo, confrontandoci alla luce della parola di Dio...". Così come non nasconde le sue remore sul Ddl Cirinnà: "Questo disegno di legge porta diritti, come del resto fanno intendere alcuni esponenti del Pd, al matrimonio tra omosessuali... E non solo: apre fessure legislative perfette per poi arrivare anche all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali e all’abominevole possibilità, schermata dietro la step-child adoption, di andare all’estero per affittarsi un utero e tornare in Italia con un bambino da adottare in braccio". 

Ma soffermiamoci ancora un attimo su quel riferimento alla vicinanza di Renzi al Family Day del 2007, ricordando cosa spinse migliaia di persone ad andare in piazza quasi nove anni fa.  Poco prima dell'inizio dell'evento l'allora premier Romano Prodi aveva invitato a non strumentalizzare la religione, così dal palco la parola "contro" non venne praticamente mai pronunciata, ma nella piazza gremita i cartelli contro i ministri Bindi e Pollastrini erano tanti. Nel mirino, come ricorderete, i Dico. Ma cos'erano esattamente? 
Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 2006, nel corso della redazione del programma della coalizione di Romano Prodi (c.d. Unione, che comprendeva tutti i partiti di centrosinistra) fu sollevato da esponenti della sinistra il problema dei diritti civili e in particolare del riconoscimento delle unioni omosessuali e delle coppie di fatto. Si aprì dunque un forte dibattito che vedeva contrapposti, da un lato, Francesco Rutelli e i popolari capitanati da Giuseppe Fioroni, contrari a tale riconoscimento e, dall'altro, la Rosa nel Pugno rappresentata da Emma Bonino e varie personalità della sinistra, invece favorevoli.
Il testo del disegno di legge è poi stato varato dal Consiglio dei ministri l'8 febbraio 2007, dopo essere stato redatto dagli staff legislativi dei due ministri Barbara Pollastrini (Pari Opportunità) e Rosy Bindi (Famiglia).
L'allora ministro Bindi ha tenuto a precisare, a seguito delle numerose critiche provenienti dagli ambienti cattolici, che alla stesura del testo del decreto «hanno collaborato molti giuristi cattolici», guidati dai prof. Renato Balduzzi, consigliere giuridico del ministro Bindi e presidente del MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) e Stefano Ceccanti, ex presidente FUCI e capo legislativo del ministro Barbara Pollastrini. Tuttavia, da altri ambienti cattolici parlamentari del centrosinistra venivano sollevate critiche di incoerenza del disegno di legge rispetto all'impostazione originaria definita nel programma dell'Unione ed in effetti lo stesso prof. Alberto Gambino, consigliere politico del vicepremier Rutelli e principale ispiratore della formula di mediazione raggiunta nel programma dell'Unione, in un comunicato stampa ne avrebbe preso le distanze. 
Unioni civili, la famiglia D'Auria dà scacco matto alla contraddizione di Renzi sul Family Day
A chi erano diretti i Dico? Avrebbero potuto beneficiare degli effetti del disegno di legge, qualora approvato dalle Camere, i conviventi ovvero "due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, affiliazione, tutela".
Il disegno di legge era finalizzato al riconoscimento giuridico alle "convivenze" che risultano iscritte nei registri anagrafici di ogni comune, con il conseguente riconoscimento di taluni diritti e doveri a seconda della rispettiva durata della convivenza: dopo tre anni, vengono riconosciuti i diritti e le tutele del lavoro e dopo nove anni, sono riconosciuti i diritti di successione.

Come tutti sanno il disegno di legge non andò avanti e dopo nove anni sono tanti coloro i quali fanno notare che il Ddl Cirinnà supera la portata del provvedimento voluto da Rosy Bindi. Da cui la contraddizione messa in risalto dalla famiglia D'Auria nei confronti dell'attuale premier: se era solidale, vicino, partecipe alle istanze del Family Day del 2007, perché ora ha cambiato idea?

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]