Come si riforma la pensione, i calcoli e gli assegni secondo Boeri

11 gennaio 2016 ore 11:57, Luca Lippi
Qualcuno la dà per già fatta, ma in realtà la proposta di Tito Boeri sulle pensioni anticipate è solo in rampa di lancio per approdare in Parlamento. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come funzionerebbe almeno nel suo impianto iniziale. pensione anticipata dai 63 anni e 7 mesi senza ricalcolo contributivo, con penalizzazione massima del 9,4%, sinora, tale facoltà è riservata ai soli lavoratori il cui calcolo della pensione avviene interamente col sistema contributivo.

Come si riforma la pensione, i calcoli e gli assegni secondo Boeri
Come funziona: l’anticipo della pensione potrà avvenire a partire dai 63 anni e 7 mesi di età, e comporterà non il ricalcolo contributivo della pensione, ma una penalizzazione tanto più bassa, quanto più l’età si avvicina a quella prevista per l’ordinaria pensione di vecchiaia.
La penalizzazione massima, applicata a chi si pensiona a 63 anni e 7 mesi, sarà pari al 9,4%, mentre la penalizzazione minima pari allo 0,3% per chi si pensiona a 66 anni e 6 mesi.
Le decurtazioni: ne dettaglio chi chiede il prepensionamento a 63 anni e sette mesi avrà una decurtazione dell’assegno di 9,4% - 63 anni e otto mesi 9,1% - 63 anni e nove mesi 8,9% - 63 anni e 10 mesi 8,6% - 63 anni e 11 mesi 8,4% - 64 anni 8,2%- 64 anni e un mese 7,9% - 64 anni e due mesi 7,7% - 64 anni e tre mesi 7,4% - 64 anni e quattro mesi 7,2% - 64 anni e cinque mesi 7% - 64 anni e sei mesi 6,7% - 64 anni e sette mesi 6,5% - 64 e otto mesi 6,2% - 64 e nove mesi 6% - 64 anni e 10 mesi 5,7% - 64 anni e 11 mesi 5,5% - 65 anni e un mese 5,2% - 65 anni e due mesi 5% - 65 anni e tre mesi 4,4% - 65 anni e quattro mesi 4,1% - 65 anni e cinque mesi 3,9% - 65 anni e sei mesi 3,6% - 65 anni e sette mesi 3,3% - 65 anni e otto mesi 3,1% - 65 anni e nove mesi 2,8% - 65 anni e 10 mesi 2,5% - 65 anni e 11 mesi 2,3% - 66 anni 2% - 66 anni a un mese 1,7% - 66 anni e due mesi 1,4% - 66 anni e tre mesi 1,2% - 66 anni e quattro mesi 0,9% - 66 anni e cinque mesi 0,6% - 66 anni e sei mesi 0,3%. Comunque è fondamentale possedere almeno 20 anni di contributi ed un assegno tra i 1.200 ed i 1.500 euro circa, a seconda della fascia in cui si colloca il pensionato. Non c’è nessuna menzione riguardo i beneficiari della “deroga Amato” (autorizzati al versamento di contributi volontari prima del 31 dicembre 1992, o in possesso di 15 anni di contributi alla predetta data, oppure lavoratori in possesso di 15 anni di contribuzione effettiva da lavoro dipendente, 25 anni di anzianità contributiva, e 10 anni lavorati in odo non continuativo).
Importo soglia: in alcuni casi potrebbe risultare più vantaggioso, sia per l’azienda che per il dipendente, il versamento di contribuzione aggiuntiva, piuttosto che un prepensionamento o altri emolumenti, periodici o non, d’incentivo all’esodo. Per il dipendente, il vantaggio consisterebbe nell’accesso immediato alla pensione, e nella libertà di poter cumulare tale reddito con eventuale reddito da lavoro o d’impresa.
Lavoratori precoci: i lavoratori il cui primo contributo sia stato versato antecedentemente al compimento del diciottesimo anno d’età sono considerati lavoratori precoci, per questa categoria si riconoscono i seguenti benefici: 
– la possibilità di pensionarsi, a partire dai 63 anni e 7 mesi di età (con almeno 20 anni di contributi) senza l’applicazione delle esposte penalizzazioni;
– la possibilità di fruire della pensione anticipata (il requisito, dal 2016 al 31 dicembre 2018, è pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini, e pari a 41 anni e 10 mesi per le donne) senza alcuna penalizzazione, anche per chi si colloca a riposo prima dei 62 anni di età.

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