A Colonia "tutto organizzato". E la pazienza ha superato la soglia di "tolleranza"

11 gennaio 2016 ore 12:03, Americo Mascarucci
A Colonia cresce l' indignazione contro le aggressioni e le molestie sessuali avvenute la notte di Capodanno. Non chiamateli razzisti è proprio il caso di dire, visto che la pazienza della gente ha superato la soglia di tolleranza.

Sono scese in piazza e si sono contrapposte. La Germania definita intollerante, composta dall'estrema destra e dai movimenti anti islamici che hanno chiesto la linea dura, il blocco delle frontiere e la cacciata di tutti i clandestini, e la Germania cosiddetta antirazzista. Le due Germanie si sono sfidate, con la Polizia che ha dovuto faticare non poco per tenere sotto controllo la situazione. Tuttavia questa situazione sta chiaramente a dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, come non si possa ridurre il malcontento delle persone a mero razzismo. La gente ha paura e dopo quanto avvenuto a Colonia anche legittimamente. La stessa cancelliera Merkel nelle ultime ore ha dovuto cambiare
A Colonia 'tutto organizzato'. E la pazienza ha superato la soglia di 'tolleranza'
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e intimare agli immigrati di collaborare alle indagini sui gravi fatti della notte di San Silvestro pena il rischio di espulsioni di massa. Ieri Heiko Maas, il ministro della Giustizia, ha parlato di un attacco organizzato e che "deve esserci dietro una qualche forma di organizzazione. Nessuno può venirmi a raccontare che non sia stato preparato o concordato". 

Ora... il dovere dell'accoglienza finisce nel momento in cui si scontra con il diritto dei cittadini a ritrovarsi nelle piazze per festeggiare il nuovo anno senza correre il rischio di ritrovarsi aggrediti. E quando il dovere dell' ospitalità viene scambiato dai richiedenti asilo come diritto di fare i malandrini in casa altrui fino a minacciare, rapinare, molestare e in ultimo violentare le donne, allora non c'è estrema destra che tenga. Il diritto di scendere in piazza per rivendicare la propria libertà  diventa quasi sacro. Con  buona pace dei benpensanti o dei fintamente buonisti, sempre e solo con i carnefici e mai con le vittime. E gli immigrati, proprio quegli immigrati onesti che si presume di voler tutelare con la pretesa di non fare di tutta l' erba un fascio dovrebbero essere i primi a denunciare i profughi che compiono certi atti delinquenziali. Se non lo fanno sarà difficile definirli vittime.

E allora chi sono i veri razzisti?

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