Colonia, Massimo Fini: "Enfatizzato ad arte, ma saremo sommersi dai migranti economici"

11 gennaio 2016 ore 14:28, Andrea De Angelis
I fatti di Colonia dieci giorni dopo fanno ancora discutere. Anzi, per certi versi, lo fanno sempre di più con il passare dei giorni visto che le polemiche non tendono a diminuire, così come gli attori coinvolti. IntelligoNews ne ha parlato con lo scrittore e giornalista Massimo Fini, il quale non ha mancato di dire la sua a proposito...

Che idea si è fatto dell'accaduto?
«Secondo me è un fatto concertato, ma peraltro dubito che l'abbia fatto la destra tedesca per mettere in difficoltà la politica di accoglienza di Angela Merkel. Se invece non è concertato è un qualcosa che a Capodanno può succedere benissimo, in casi di quel genere può succedere di tutto».

I cortei contro gli xenofobi e le aggressioni di quella notte sono un po' due facce della stessa medaglia, dello stesso problema?
«Alla base di questa divisione c'è la solita cosa: c'è chi ritiene che non bisogna accogliere gli immigrati e chi invece, con le dovute cautele, lo ritiene giusto anche in base a un principio di diritto internazionale. Quella del non accoglimento dei rifugiati politici è chiaramente una storia xenofoba, mi dispiace usare questo termine, ma è così». 

Colonia, Massimo Fini: 'Enfatizzato ad arte, ma saremo sommersi dai migranti economici'
Non basta cioè quanto accaduto a Capodanno per cambiare le politiche di un Paese?
«Esatto. Secondo me tutto l'episodio è stato enfatizzato ad arte, questa è la mia opinione».

Come si fa ad espellere un rifugiato? Se lo fai lo rimandi da colui dal quale lo stai proteggendo. Altri però puntano il dito contro il costo delle carceri, compreso un possibile sovraffollamento. Qual è allora la soluzione?
«Credo che chiunque viva in un Paese debba rispettarne le leggi, si chiami Italia o Germania. Chi commette reati va in galera, non c'è altra soluzione». 

Quale miccia si è accesa in Germania? Può scoppiare qualcosa di più?
«I rischi ci sono, ma per ragioni di tutt'altro tipo. Queste migrazioni sono un pallido fantasma di quelle che verranno in seguito, vale a dire che riguarderanno i cosiddetti migranti economici. Gli abitanti cioè dei Paesi dell'Africa sub sahariana, dove non c'è nessuna guerra, ma che vede persone ridotte alla fame. Siccome gli abitanti dell'Africa nera sono circa 700 milioni, basta che una parte di questa massa venga su di noi e ne saremo sommersi».


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