Etruria-Gate, il bersaniano Gotor attacca la Boschi e chiede "più disinteresse"

11 gennaio 2016 ore 16:15, intelligo
Il tono è felpato ma le parole arrivano dritte come coltelli. “Mi permetto di suggerire maggiore disinteresse, presente e futuro, nell’intervenire in vicende relative alla Banca Etruria”: l’autore del suggerimento è il senatore bersaniano Miguel Gotor e il destinatario è il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. L’esponente della minoranza dem non ha gradito le affermazioni della Boschi al Corriere della Sera sulla vicenda Banca Etruria, fino al punto da considerare “non consigliabile né opportuno” quanto detto a proposito della “mancata aggregazione dell’Etruria con la Banca Popolare di Vicenza”. Gotor posta il ragionamento sul suo profilo Facebook dove scrive: “Ho letto che il ministro Boschi sul Corriere della Sera interviene sulla mancata aggregazione della Banca Etruria con la Banca popolare di Vicenza. Non mi sembra né consigliabile né opportuno che un ministro della Repubblica si esprima oggi, ad un anno di distanza, su una aggregazione bancaria che spettava allora al Consiglio di amministrazione della banca in cui sedeva suo padre. Se è vero che nella posizione del ministro non si configura alcun conflitto di interesse, mi permetto in ogni caso di suggerire almeno maggiore disinteresse, presente e futuro nell’intervenire su vicende relative alla Banca Etruria, mentre sono ancora in corso indagini della magistratura che è bene proceda nella più totale autonomia e senza indebite pressioni”.

Etruria-Gate, il bersaniano Gotor attacca la Boschi e chiede 'più disinteresse'
 Ma cosa ha detto la Boschi? Nella conversazione con il Corriere della Sera, il ministro ha dichiarato: “Come governo abbiamo fatto quello che era giusto e doveroso fare, rispettando regole che l’Europa ci impone. Siamo intervenuti per salvare un milione di correntisti di quattro banche, perché non c’è solo Banca Etruria. Mi fa un po’ specie che ci siano degli ex ministri che ora ci spiegano autorevolmente che cosa dovremmo fare, ma che quando erano ai loro posti si sono dimenticati di intervenire. Magari se fossero intervenuti tempestivamente quando c’era la necessità di farlo, oggi non ci troveremmo a dover gestire un’emergenza”. La Boschi aggiunge: “ Io ho detto in Parlamento quello di cui sono convinta e lo ribadirei anche oggi. L’ipotesi di un mio conflitto di interessi è a dir poco fantasiosa”. Infine la Boschi aggiunge: “Se la cosa non fosse così seria, mi farebbe anche sorridere il fatto che alcuni autorevoli esponenti oggi prendano determinate posizioni, pur sapendo che sono le stesse persone che un anno fa suggerivano a Banca Etruria un’operazione di aggregazione con la Banca Popolare di Vicenza. Se fosse stata fatta quell’operazione credo che oggi avrebbero avuto un danno enorme i correntisti veneti e quelli toscani”. 

LuBi 
autore / intelligo
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