"La corrispondenza" tra il prof e la studentessa non è banale con Tornatore: TRAILER

11 gennaio 2016 ore 16:53, Andrea De Angelis
Si tratta senza dubbio di uno dei migliori registi italiani contemporanei. Il suo merito sta nel saper descrivere con eleganza e profondità ("in punta di penna", si direbbe nel mondo del giornalismo) la realtà che lo circonda. Con una sensibilità in grado di cogliere i caratteri più vivi e perciò veri dei suoi personaggi, rendendoli così indimenticabili. 

Giuseppe Tornatore merita tutta la fama e il successo ottenuto in questi decenni e ne meriterebbe ancor di più. Il suo cinema è quello con la "C" maiuscola, in grado di lasciare qualcosa agli spettatori. Sa far sorridere, che è molto più difficile del saper far ridere, e soprattutto riflettere, differente dall'indottrinare o suggestionare. Lavora cioè nel campo più minato che possa esserci: quello dello spirito critico. "La leggenda del pianista sull'oceano" e "Nuovo cinema paradiso" sono solo due dei titoli più noti al grande pubblico. C'è di più, molto di più a partire dal suo penultimo lavoro, "La migliore offerta", vincitore di numerosi premi. 
Il penultimo, perché il prossimo 14 gennaio uscirà nelle sale italiane il suo dodicesimo film, "La corrispondenza". Una storia d'amore, nella quale il regista racconta la storia di Amy, una studentessa universitaria che lavora come controfigura per il cinema e la televisione. Amy è innamorata di un professore di astrofisica di alcuni anni più vecchio di lei; a un certo punto il professore sparisce, ma resta comunque in contatto con lei tramite messaggi di diverso tipo, senza però dire dove si trova. Il film è stato girato a Edimburgo (in Scozia), York (in Inghilterra) e in Piemonte e Trentino-Alto Adige.
Amy è interpretata dall’attrice e modella francese Olga Kurylenko, che negli ultimi anni ha recitato in The November Man, The Water Diviner e Perfect Day. Il professore è invece interpretato da Jeremy Irons, l’attore britannico di 67 anni che nel 1991 ha vinto l’Oscar come miglior attore in Il mistero Von Bulow. La scena del film qui sotto mostra Amy mentre fa il suo lavoro e un paio dei messaggi che riceve dal professore.



“Un film che volevo fare tanto tempo fa” dice Tornatore. “Ma non era il suo momento”. Le immagini sul pc sono una presenza ossessiva che corrisponde a un’assenza fisica del personaggio. La storia è apparentemente semplice: una grande storia d’amore. Ma, come dice il regista siciliano, “in amore niente è mai semplice. Storie d’amore semplici e felici non è che me ne ricordi tante. Orfeo ed Euridice hanno vissuto l’amore eterno ma costellato di difficoltà. Non esiste che due si amano e continuano ad amarsi”. 
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