Clima infuocato a Genova: lavoratori dell'Ilva occupano il Comune "a oltranza"

11 gennaio 2016 ore 18:39, Andrea Barcariol
Chiedono il rispetto dell'accordo di programma del 2005 che prevede il mantenimento dei livelli occupazionali e la continuità di reddito per i dipendenti. Con questa motivazione centinaia di lavoratori dello stabilimento Ilva di Genova hanno occupato il cortile di Palazzo Tursi, sede del Comune, in attesa della convocazione di un incontro con il governo per ottenere garanzie sul rispetto dell'accordo che aveva portato allo chiusura definitiva dell'altoforno delle acciaierie di Cornigliano. L'obiettivo è proseguire a oltranza fino a che non si avranno risultati concreti. "Il tema è il rispetto degli accordi: l'accordo di programma, un piano industriale per Genova per mantenere l'attuale occupazione", ha sottolineato il segretario nazionale della Fiom Cgil, Rosario Rappa, presente alla manifestazione, così come altre delegazioni di lavoratori di altre aziende del capoluogo ligure, da Ansaldo Energia a Fincantieri.

Clima infuocato a Genova: lavoratori dell'Ilva occupano il Comune 'a oltranza'
I lavoratori sono arrivati in corteo da Cornigliano fino in centro ma in piazza della Nunziata la manifestazione ha deviato all'improvviso per via Garibaldi e a passo di corsa i lavoraratori  si sono fatti strada all'interno invadendo l'atrio di palazzo Tursi con fumogeni e petardi. Nel mirino il sindaco Marco Doria e per la prima volta anche il segretario genovese del Pd Alessandro Terrile, colpevole ai loro occhi di aver difeso l'emendamento Basso, inseguito e duramente criticato anche dopo essere uscito dal palazzo del Comune. «Sono preoccupato come voi - aveva provato a spiegare Terrile al megafono, circondato dalle urla di un gruppo di manifestanti - Ciò che abbiamo fatto a Roma non risolve, ma una risposta la dà. Oggi avere il 70% è meglio di niente». Frasi accolte con insulti e sputi dai dimostranti che hanno poi lasciato passare il segretario provinciale e, dopo aver chiesto a lungo di poter entrare in consiglio comunale, hanno aperto la porta a spallate occupando la sala.
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