Cyberspionaggio, Tonelli (Sap): "Gravissimo. Anche terroristi potrebbero violare server sensibili"

11 gennaio 2017 ore 13:48, Americo Mascarucci
Cyberspionaggio contro istituzioni politiche e finanziarie, quanto è davvero a rischio la sicurezza nazionale? 
Due ex presidenti del Consiglio, Mario Monti e Matteo Renzi, il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, ex ministri, parlamentari, comandanti della Guardia di Finanza, prelati, tutti spiati da un "grande fratello" che ora non si capisce da chi realmente manovrato. La massoneria? la Cia? o altre realtà?
Il fatto che si possa avere così facile accesso ai server privati di figure istituzionali e non solo, per molti starebbe a dimostrare quanto i sistemi di sicurezza nazionale facciano acqua. E' davvero così
Intelligonews lo ha chiesto al segretario generale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli
Cyberspionaggio, Tonelli (Sap): 'Gravissimo. Anche terroristi potrebbero violare server sensibili'
Quanto è davvero a rischio la sicurezza nazionale dopo la vicenda del cyberspionaggio?

"Che esistesse una sorta di grande fratello in grado di spiare tutti si sapeva, lo aveva denunciato anche Hillary Clinton quando era segretario di stato Usa. E' chiaro che di fronte a questo rischio siamo tutti chiamati a tutelarci. Non è tuttavia a mio giudizio un problema di sicurezza, quanto piuttosto di condizionamento della vita politica, economica e democratica degli stati. Queste informazioni raccolte abusivamente a cosa possono servire? A conoscere e prevenire determinate mosse? A ricattare le persone? A tenere sotto scacco il potere politico ed economico della nazione? A manipolare il corso degli eventi? E' chiaro che vi sono delle agenzie internazionali che fanno attività di spionaggio e che possono essere interessate ad avere determinate informazioni. La vicenda è inquietante, perchè tutti coloro che hanno avuto un ruolo a vario titolo in questo Paese sono stati spiati".

Il fatto che ad essere spiati fossero anche i vertici della Guardia di Finanza non è ancora più allarmante? Chi dovrebbe garantire la sicurezza nazionale, sembrerebbe non in grado di garantire la propria riservatezza?

"Le persone attenzionate sono centinaia, ora bisognerà capire meglio i contorni di questa vicenda. La lista è ancora molto scarna quindi non mi focalizzerei sui pochi nomi circolati finora. Ripeto, qui c'è stata un'indebita intromissione nella vita del nostro Paese, questo è evidente".

Però il primo pensiero va al terrorismo. Anche potenziali terroristi attraverso le stesse modalità di azione potrebbero spiare i server delle istituzioni e dell'intelligence per poter meglio colpire nel nostro Paese?

"E' un problema mondiale. Oggi ci affidiamo all'elettronica per tutto, il mondo sembra non possa più esistere senza l'elettronica. E' chiaro che qui si apre una seria e accurata valutazione circa la necessità di utilizzare gli strumenti tecnologici nel modo giusto, prevedendo soprattutto possibili utilizzi fraudolenti. Questo è un dato oggettivo. Certo, anche i terroristi potrebbero avere facile accesso ai server cosiddetti sensibili, ma non soltanto per organizzare attentati ma anche per condizionare ad esempio gli scenari nell'ambito di contesti di guerra". 

Sta facendo molto discutere la decisione del Capo della Polizia Franco Gabrielli di rimuovere il responsabile della Polizia Postale accusato di aver sottovalutato la vicenda, non informando adeguatamente i superiori della gravità della situazione. E' davvero così?

"Sono scelte che lasciano un grosso punto interrogativo. Sono certo che il Prefetto Gabrielli abbia preso questa decisione sulla base di buoni motivi, anche perché ne dovrà rispondere al Governo e al Parlamento. Non vorrei però che a non informare tempestivamente il capo della sicurezza nazionale sia stato un altro anello della catena. Magari le informazioni sono prontamente uscite dagli uffici della Postale e poi magari possono essersi bloccate in qualche altro ufficio. Ipotesi questa che ho letto su qualche giornale. Ora si tratterà di capire meglio perché Gabrielli ha assunto questa decisione. Si tratta di un gesto importante in un contesto importante. Servirà quindi una buona motivazione che speriamo di ricevere al più presto". 


  
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