Torna a scuola un solo giorno e salta supplente. Preside sul piede di guerra

11 gennaio 2017 ore 16:29, Americo Mascarucci
Alla faccia della Buona Scuola!
A Padova un professore in congedo dall’inizio dell’anno scolastico si è presentato a scuola il 23 dicembre, ossia esattamente l’ultimo giorno prima della chiusura natalizia, per poi assentarsi di nuovo il 9 gennaio alla riapertura delle scuole.
Il suo rientro improvviso per un solo giorno, ha comportato automaticamente il licenziamento della supplente che era stata chiamata a sostituirlo poche settimane prima dopo un travagliato e lungo iter. 
Ora che è andato di nuovo in congedo è dovuta ripartire la trafila per la ricerca e la nomina di un nuovo supplente, con il risultato che gli alunni dovranno abituarsi ad un altro insegnante (quando sarà finalmente trovato). 
Per carità, tutto lecito. Il prof aveva diritto di rientrare e pure di riassentarsi, ma era opportuno farlo? 
Che senso ha rientrare l’ultimo giorno prima delle vacanze per poi assentarsi di nuovo alla ripresa? 
E’ ciò che la preside dell’Istituto padovano ha chiesto espressamente al docente con una lettera pubblicata dal Corriere.It.

"Egregio professore – scrive la preside - lei ha avuto la sorte fortunata — tale ha da ritenersi, nella difficile contingenza economica attuale — di avere ottenuto recentemente un posto di lavoro statale: insegnante in una bella e grande scuola di una città importante. Data la sua età, forse non se l’aspettava, questa sorpresa. Ma penso che l’abbia gradita, perché ha accettato la proposta. Un motivo familiare, tuttavia — così si è espresso di fronte agli studenti della nostra classe prima, il 23 dicembre scorso — le aveva impedito di assumere servizio. Dal 12 settembre 2016 (primo giorno di scuola), infatti, lei era assente e noi ci siamo impegnati, con mille difficoltà, per trovarle un sostituto. Lei forse non sa, non avendo, nonostante l’età, alcuna esperienza di scuola, che trovare un supplente è difficilissimo: nel suo caso, ci siamo riusciti, finalmente, il 2 dicembre. Abbiamo anche noi avuto una fortuna: quella di trovare una giovane docente, entusiasta e coinvolgente. Gli studenti erano contenti, i genitori confortati. Gli studenti e i loro genitori vorrebbero ora dare almeno un senso al danno ingiusto che hanno subito: nessun insegnante per settimane, poi finalmente un docente bravo, poi finalmente il titolare, poi di nuovo chissà... Ma purtroppo, professore, io non trovo parole per spiegare: vuole dirlo lei, per favore? Cosa ci è venuto a fare, nella nostra scuola, il 23 dicembre?".
 La risposta del docente, almeno per il momento, non è pervenuta.
Che la porti lui direttamente l’ultimo giorno prima delle vacanze di Pasqua riaffacciandosi a scuola? 

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