Ogghy, il gatto da film da Grosseto a Scandicci: a casa dopo due anni e 140km

11 gennaio 2017 ore 16:44, Micaela Del Monte
La storia del gatto Ogghy è una di quelle che vanno raccontate. Il micio, dato per disperso durante una vacanza in Maremma nell'estate del 2015, è infatti tornato a casa dopo un viaggio di 140 chilometri durato un anno e mezzo. La sua padrona che vive a Scandicci, alle porte del capoluogo toscano, aveva messo cartelli ovunque e lanciato appelli sul web dopo la scomparsa del micio, ma di Ogghy nessuna traccia fino a pochi giorni fa, quando ha fatto ritorno puntando direttamente alla sua lettiera e alla sua ciotola per la pappa per poi stendersi, racconta la signora, sul suo sofà preferito. Secondo l'etologo il gatto potrebbe essere stato sfamato da famiglie presso le quali è stato ospite temporaneo nel suo lungo viaggio verso casa.

Ogghy, il gatto da film da Grosseto a Scandicci: a casa dopo due anni e 140km
Il Corriere Fiorentino che ha raccontato la storia ha intervistato anche il docente di Etologia Francesco Dessì Fulgheri, secondo il quale è tipico dei gatti maschi un legame particolare con la casa nella quale vivono da tempo, tale da costituire un richiamo così forte. Quanto sarebbe accaduto a Ogghy, secondo l'esperto, dunque "non è impossibile, anche se si tratta di un record".

"Alle quatto e mezza del pomeriggio i miei sette gatti, sia in casa sia in giardino, hanno iniziato a miagolare con insistenza: volevano che andassi ad aprire l’uscio. Quando l’ho aperto ho trovato lui, circondato dagli altri fratelli che lo leccavano, che gli stavano vicino", ha spiegato la padrona di Ogghy. "Quell’anno, per non lasciarlo solo a casa, dato che non poteva guardarmelo nessuno, lo portai con me a Grosseto da mia cugina, cosa che non avevo mai fatto prima. Si vede che non era il suo posto, fatto sta che un giorno ha spostato la zanzariera della finestre e se ne è andato". Bella lo ha cercato ovunque, ha messo cartelli e pubblicato post sui social network, ha chiamato i gattili della zona, e di Ogghy nessuna traccia. Ma non si è data per vinta. "Non pensavo fosse morto, era troppo intelligente per farsi investire da un’auto. Ho sempre sperato che un giorno sarebbe tornato, avevo letto che i gatti fanno anche queste cose per i loro padroni. Quando vuoi bene ad un animale, ci speri", ha raccontato al donna al quotidiano.
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